LA SFIDA NELLA SFIDA: Strootman vs Castro

20/05/2017 alle 13:20.
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LAROMA24.IT (Francesco De Sio) - La vita del tifoso romanista, in questi mesi, scorre 180 minuti alla volta. Prima i 180 deludenti minuti delle due sfide con la Lazio (fra ritorno di Coppa Italia e campionato) che hanno sancito l'esclusione dalla finalissima di Roma e il quasi definitivo addio ai sogni tricolore con tanto di secondo posto in discussione, poi i due match trionfali contro Milan e che hanno portato in dote 6 punti con 7 gol fatti e restituito ai giallorossi il ruolo di favoriti per il gradino medio del podio. Proprio dalle ultime due gare è stato esentato, per , , che a Verona contro il Chievo fronteggerà nella sua porzione di campo Lucas Castro, accostato alla Roma a più riprese nella finestra di mercato invernale.

TRASFORMISMO - E' forse la dote che ha saputo maggiormente accomunare la carriera di due giocatori di per sé molto diverso: interditore dai piedi buoni, Kevin si è guadagnato nella Capitale il nomignolo di 'lavatrice' già ai tempi di per la pulizia con il quale ridistribuiva i palloni sporchi; esterni d'attacco dedito al sacrificio, il 'pata' Lucas (piedone, in spagnolo) è arrivato in Italia al Catania, sapendosi reinventare a Verona come centrocampista tutto fare con anche una discreta media realizzativa. Se per il clivense il mutamento è stato dettato da esigenze tattiche, è stata la sfortuna a costringere l'olandese a modificare le proprie attitudini nel reparto nevralgico del campo. I due interventi di ricostruzione del del ginocchio sinistro hanno reso un giocatore meno brutalmente forte e propenso ai contrasti, ma forse più intelligente, certamente più dedico a difendere 'in avanti', preferendo l'anticipo sull'intercetto allo scontro fisico.

IN CIFRE - Il motivo per cui Castro in maglia gialloblù è riuscito ad attirare su di sé gli occhi di alcune big del campionato come Roma e Milan è relativamente semplicemente: l'argentino è uno dei rari centrocampisti della Serie A che riesce ad abbinare in maniera sufficientemente equilibrata quantità e qualità. A fronte di un minutaggio molto simile a quello di (32 partite contro 31) l'ex Catania ha realizzato lo stesso numero di gol e assist (4 reti e 5 passaggi vincenti) con un apporto offensivo (55 conclusioni verso la porta avversaria contro le 23 del romanista e 31 dribbling riusciti contro 10) notevolmente più alto. A sorprendere sono però altri numeri, quelli che parlano dei 48 falli commessi e delle 81 palle recuperate (12 in più dell'olandese, sulla carta decisamente più incontrista rispetto al collega). La mezzala scaligera, plasmato dalle sapienti mani di Maran, ha imparato nel corso degli anni a mettere la propria fisicità al sevizio della squadra mostrando una capacità di sacrificio e dedizione decisamente fuori dal comune. Negli ultimi, decisivi, 180 minuti che mancano al termine della stagione, sarà anche compito di arginare l'argentino per riprendere in mano la Roma e portarla ai gironi della prossima .