Firenze protegge la triste Francesca

06/03/2018 alle 08:57.
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IL MESSAGGERO (M. TENERANI) - Francesca è distrutta. Fino a sabato sera la sua era una vita felice, da giovane mamma, innamorata di Davide, calciatore con testa pensante, per il quale aveva rinunciato volentieri ad una carriera da show girl dopo una partecipazione al Grande Fratello. Domenica mattina questa vita, fatta di tante cose buone, è cambiata incontrovertibilmente: Davide Astori, centrale della e della Nazionale, è morto nel sonno mentre aspettava di scendere in campo come tante altre volte. Francesca è voluta andare a Udine subito, nonostante l'avessero sconsigliata. Ha voluto vedere il suo amore per l'ultima volta, poi è rientrata a Firenze.

 
LE LACRIME - Casa a dieci metri da via Tornabuoni, il salotto di Firenze. Palazzo del 1300, stesso appartamento di Mihajlovic, ai tempi in cui guidava la , e di Alberto Aquilani, quando giocava con Borja e Pizarro. Intorno a Francesca familiari e amici, in tanti sono arrivati a trovarla, hanno creato una sorta di cortina protettiva. Lei è uscita di casa nel pomeriggio per andare a prendere all'asilo la piccola Vittoria, ma è rientrata subito. Si è chiusa nel suo dolore, senza voglia di parlare. Ma anche quando la vita le sorrideva, Francesca aveva deciso un profilo schivo, dedicata totalmente al suo Davide. Poche foto, nessuna intervista, molta privacy. Firenze continua a camminare in stato di choc: ieri è stata un'altra giornata tremenda, con i tifosi in processione intorno allo stadio. Radio e web sono stati presi d'assalto dai messaggi e dalle proposte migliori per ricordare Davide: dalla maglia ritirata all'intitolazione del Centro sportivo o dello stadio, fino all'applauso al 13' di ogni primo tempo (il numero che portava Astori) come fanno in Spagna per i loro campioni scomparsi. Gli amici, poi, anche loro rapiti dal dolore. Enrico, titolare del ristorante 13 Gobbi, storico ritrovo degli addetti ai lavori del pallone, è scoppiato a piangere: «Mi pare impossibile Ho il ricordo di un ragazzo meraviglioso con un sorriso straordinario. Il suo primo giorno a Firenze fu nel mio locale: me lo aveva mandato il diesse di allora, Daniele Pradè. Davide è tornato tantissime volte ed era un piacere parlare con lui». Stefano Bosia è un noto pr di Firenze anche se con simpatie calcistiche infiammabili a questa latitudine: è juventino. «Eppure, mercoledì scorso - ci racconta - quando i viola sono venuti a cena all'Osteria del Calcio (il ristorante che vede tra i proprietari , Dainelli e Gilardino, ndc), mi hanno fatto bere un bicchiere con loro, nonostante sia un gobbo Davide è stato gentile e formidabile come sempre, lui leader di quel gruppo. Sono a pezzi, è un dolore forte».

 
IL CONTRATTO - Davide e Francesca, con Vittoria nel passeggino, erano soliti passeggiare per le vie del centro storico. Avevano deciso di fermarsi a Firenze per sempre, tanto che Davide avrebbe dovuto firmare in queste ore il contratto fino al 2022 con i viola. E la società non ha intenzione di lasciare la famiglia Astori al suo destino. I fiorentini si sono legati a questa famiglia e ieri sul portone di casa Francesca ha trovato questo biglietto: «Non ci conosciamo ma voglio che tua figlia sappia che grande padre avesse». È un incipit di una lunga lettera con un cuore che i tifosi hanno lasciato per lei. Firenze piange il suo capitano, viola per sempre.