De Rossi e l'Italia: "Se il nuovo c.t. mi chiama...."

20/02/2018 alle 07:28.
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L’intervista è di un mese fa, ma considerata l’impasse nella scelta del nuovo , il messaggio di Daniele è più che mai attuale. «Con la partita contro la Svezia si è chiuso un ciclo per alcuni di noi, quando si fallisce è giusto fare un passo indietro – si legge nella chiacchierata con la rivista dell’Aic «Il Calciatore» –. Ora però sceglieranno un nuovo allenatore, bisognerà vedere. Ho sempre visto la Nazionale come una famiglia, non è che abbia messo un paletto. Se il nuovo c.t. dovesse farsi vivo con me, se ritiene che io possa ancora servire, allora chissà...certo gli anni sono sempre quelli che sono, 34». Potrebbe non essersi chiusa con quella visita sul pullman svedese a San Siro dopo l'eliminazione [...].  Una medaglia, forse più, sarebbe invece un trofeo in giallorosso: «Potrei chiamarla utopia, ma il sogno resta vincere qualcosa di grande con la Roma. Non posso smettere di sognare». Perché vorrebbe dire iniziare un’altra carriera: «Mi piace la vita che faccio, so che mi mancherà. Allenare? Forse, fare il secondo potrebbe piacermi, con o con o altri con cui mi sono trovato bene». [...]

Contro lo Shakhtar «sarà una sfida alla pari», ha detto . Oltre ai 21 convocati c’è anche l’argentino Jonathan Silva, fuori lista . L’attacco sarà ancora sulle spalle di : «Il mister ha cambiato modulo (, ndr) e questo ci ha aiutato – ha detto il bosniaco –. mi sta più vicino, stiamo facendo risultati quindi è evidente che qualcosa è cambiato. [...] Ora arriviamo con fiducia, alla gara con lo Shakhtar, dobbiamo fare risultato già all’andata. Il mercato? Gennaio è stato un mese un po’ troppo particolare, 10 giorni complicati. Ora voglio dare tutto per la Roma». A partire da Kharkiv: se è rimasto è proprio per godersi quella che col Chelsea non avrebbe vissuto. [...]

(Gasport)