Sotto il segno della quotidianità del signor Eusebio

La penna degli Altri
mercoledì, 06 dicembre 2017 alle 13:15
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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Non male. No, davvero niente male. Roma agli ottavi di Champions League da prima della classe, davanti al Chelsea e con l’eliminazione dell’Atletico di Madrid, due finali nelle ultime quattro edizioni. Roma avanti al di là di tutti i pronostici stilati lo scorso 24 agosto, giorno dei sorteggi. Con Chelsea e Atleticonello stesso gruppo, i giallorossi – si diceva – scivoleranno in Europa League. Ricordate? Invece, no: inglesi dietro, spagnoli retrocessi in Europa League e Roma a testa altissima. Un piccolo, grande capolavoro che ha tanti nomi, ma uno su tutti: Eusebio Di Francesco. All’esordio (in panchina) in Champions, il tecnico abruzzese ha centrato un obiettivo realmente molto complicato. E l’ha fatto con la forza della normalità che lo accompagna nel suo lavoro e della serenità che è riuscito a (ri)portare all’interno dell’ambiente giallorosso. Non è la prima volta che la Roma guadagna la promozione agli ottavi, ma stavolta tutta la faccenda ha un sapore diverso perché le premesse non erano quelle del passato. C’era molto scetticismo intorno alla squadra e, soprattutto, intorno al suo allenatore che, tirando dritto per la propria strada, ha zittito anche i più incalliti criticoni, quelli che lo avevano etichettato come inadeguato senza neppure conoscerlo.
UN PICCOLO GRANDE SEGRETO – Eusebio prima si è fatto capire dai propri giocatori e poi li ha convinti a seguirlo, e i risultati adesso sono sotto gli occhi di tutti. La piccola, grande impresa ufficializzata ieri sera con il successo contro il Qarabag, è la sintesi perfetta dei primi cinque mesi della sua gestione a Trigoria. Si pensava, dopo l’addio di Luciano Spalletti e le cessioni di Salah e Ruediger, che la Roma fosse destinata in campionato a lottare per la retrocessione o giù di lì e, ovviamente, ad abbandonare al primo giro la Champions: invece, i numeri raccontano tutt’altro. Merito indiscusso dell’allenatore, certo, e di un gruppo che non ha esitato a seguirlo ricevendo in cambio schiettezza e considerazione. La normale quotidianità del signor Eusebio, ecco il segreto. Nessuno così si sente emarginato; nessuno si sente escluso; nessuno si sente di troppo: tutti giocano, tutti hanno avuto (e avranno) l’opportunità per dimostrare il proprio valore. E da lì è nata la qualificazione da prima agli ottavi di Champions, oltre che la brillante posizione in campionato (con una partita in meno). La forza del gruppo, nel caso della Roma di Di Francesco, non è soltanto una bella frase da copertina: è la traduzione della bella Roma di Eusebio.Una bella cosa.

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