Acea big sponsor del nuovo stadio quartier generale a Tor di Valle

19/12/2017 alle 07:38.
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LA REPUBBLICA (G. VITALE) - Resterà deluso chi a sognava di veder sorgere lo stadio . Perché ci sarà pure un solo capitano, ma il nome dell’impianto — quando vedrà la luce (mai verbo fu più appropriato) — sarà un altro: quello di Acea, lo sponsor che presto potrebbe acquistarne i diritti. Molto meno suggestivo, per la tifoseria romanista, ma politicamente assai più significativo per i grillini che governano la città e, a cascata, la ricca utility dell’energia e dell’acqua.

La trattativa, ancora in fase embrionale, è rigorosamente top secret. A menare le danze con gli americani è il Mr Wolfe del Campidoglio, quel Luca Lanzalone che ha prima sbrogliato su ordine di Beppe Grillo la matassa burocratica che avviluppava il progetto ereditato dalla precedente amministrazione e poi, per ricompensa, è stato piazzato al vertice dell’unica società capitolina quotata in borsa. A patto però di proseguire col tutoraggio della giunta Raggi, specie sulle partite più delicate.
È dunque in questa doppia veste — di angelo custode dei 5Stelle romani e di presidente Acea — che l’avvocato ligure con studio anche a Miami e New York sta portando avanti il negoziato con Kaithlyn Colligan, direttore commerciale per l’Europa di Raptor Group di James . La proposta del patron giallorosso, già avanzata ai tempi di Marino ma allora rispedita al mittente, prevede un accordo piuttosto complesso, che Lanzalone sta ora valutando con banche e advisor.
Per trasformare in Acea Stadium la costruenda e ancora anonima arena di , l’azienda controllata al 51% dal Campidoglio dovrà spendere all’incirca 10 milioni l’anno: la cifra necessaria a comprare e a mantenere l’intitolazione. Tre giorni fa era stato Luca , in un’intervista al Tempo, a confermare indirettamente l’esistenza di una trattativa. A precisa domanda — come si chiamerà l’impianto? — il costruttore in società con aveva risposto: «Sono sicuro si troverà uno sponsor che acquisterà i diritti per il nome».
In compenso, Acea diventerebbe il fornitore ufficiale della cittadella romanista: la vicina centrale di produzione di energia — convertita al teleriscaldamento ( district heating) dopo un lungo e costoso intervento di revamping — alimenterebbe infatti tutti i 212mila metri quadri di cubature previste. Oltre allo stadio, il business park, l’area commerciale, i parcheggi, annessi e connessi.
Ma non è tutto. Lanzalone, insieme all’ad Donnarumma, starebbe pure valutando un’altra mossa, la più azzardata: prendere in affitto una palazzina del business park dove trasferire, ma non prima di 4- 5 anni, tutti i dipendenti di Acea ora dislocati in quattro diversi edifici (due a Piazzale Ostiense; altri due all’Eur), uno solo dei quali di proprietà. Operazione che consentirebbe di concentrarsi in un’unica sede, di risparmiare sui canoni di locazione e magari pure di realizzare una lauta plusvalenza dalla vendita dell’attuale quartier generale con vista Piramide Cestia: ceduto nel 2007 ma ricomprato nel 2012.
Siamo ai preliminari, eppure — a dispetto di qualche azionista — l’Acea Stadium sembra vicino.