Il ritorno della Roma a trazione Capitale

11/10/2017 alle 08:14.
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La Roma arriva a giocare la partita contro la capolista del momento in Serie A con tre romani: , e Pellegrini, senza un ordine definito, perché oggi neppure  sarebbe in grado di rispondere quale dei tre sia più importante dentro questa Roma. Qui non si tratta mica di inseguire i miti in stile Athletic Bilbao. Qui il punto di partenza è la centralità e il peso specifico dei tre nella Roma: enorme. E allora sì che diventa un vantaggio, avere questi tre. A due anni di distanza dall’ultima volta: era il 12 settembre 2015, a schierò dall’inizio una Roma con , e . Ci risiamo, dato simbolico perché arriva contro il , che in questo primo scorcio di campionato s’è rivelata la squadra della Serie A con la più alta percentuale di giocatori stranieri in campo, l’82,1%. Non che faccia preferenze in base al passaporto, intendiamoci. Vige la legge del più forte. Prendi  da Vitinia: aspettando il rientro dall’infortunio sembrava quasi non avesse posto in questa Roma, sarà pure perché lo stesso  aveva ammesso qualche dubbio intorno al suo ruolo. Ecco, ora  è dentro e non esce più: una volta alto, una volta basso, non come la Pasqua ma la sorpresa c’è comunque. Di Pellegrini da Cinecittà altro non si può dire se non che il suo ingresso in campo — complice l’infortunio di  — è stato l’anello decisivo della catena che ha portato alla vittoria di San Siro dieci giorni fa. L’edema al soleo è quasi dimenticato: oggi rientrerà al top, in tempo per prenotare il suo primo big match da titolare. Ormai è diventato grande, nella scia di da Ostia, l’uomo che il suo mare pare abbracciarlo ogni volta che segna un compagno, quel mare da frenare con il lavoro davanti alla difesa che è diventato prezioso pure per .

(gasport)