Adesso tocca a Di Francesco

01/09/2017 alle 08:28.
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IL TEMPO (A. AUSTINI) - Otto acquisti, tre cessioni eccellenti, l’addio di  e  e una rosa «allungata» in tutti i reparti per reggere l’urto della : è una Roma nuova quella affidata a , di sicuro con più alternative. Anche più forte? Sarà il campo a dirlo. Monchi chiude il mercato come aveva annunciato mercoledì, senza sussulti finali, adesso tutta la pressione si trasferisce sull’allenatore, che eredita una squadra reduce dal campionato migliore della sua storia – 87 punti il record firmato  – ma non sufficiente a interrompere la lunga astinenza di trofei: ultima Coppa Italia vinta nel 2008 mentre per lo scudetto bisogna tornare al 2001. A la società non impone di certo il tricolore, ma gli chiede quantomeno di giocarsela fino in fondo nelle competizioni italiane, di non sfigurare in  nonostante un girone tostissimo e di prenotare uno dei quattro posti che da quest’anno portano tutti dritti nella coppa europea più ricca.

Monchi ha messo a disposizione dell’allenatore almeno due opzioni per ogni ruolo, in molti casi di livello equivalente, con l’aggiunta di un jolly come finalmente pronto a rientrare e adattabile a giocare in diverse posizioni. La Roma di oggi ha più terzini e centrocampisti, abbondanza e qualità in attacco, con l’unico neo nel dei difensori centrali sulla carta non all’altezza degli altri: molto è sulle spalle di  e dopo una breve vacanza la prossima priorità di Monchi è proprio quella di «tranquillizzare» il greco con il rinnovo.  insisterà sul  almeno all’inizio e il suo obiettivo più intrigante è far convivere Schick e  in attacco per attutire la partenza di : una potenziale coppia devastante, con il ceco pronto a partire largo a destra e sfruttare il suo tiro di sinistro micidiale. L’altro grande interrogativo riguarda l’equilibrio generale della Roma e, di conseguenza, la tenuta difensiva. Non è tanto o solo una questione di uomini – l’assenza di  pesa – ma di distanze e meccanismi.

Monchi avrebbe regalato volentieri un centrale in più al tecnico ma dopo il colpo Schick si è ritrovato le casse vuote. Ieri non è riuscito a piazzare due esuberi:  e restano a Trigoria. Per il francese, in realtà, c’è ancora una settimana di tempo per piazzarlo in Turchia o in altri mercati rimasti aperti (in Spagna si chiude oggi), dopo che Marsiglia e  si sono ritirate. Con  discussa una possibile risoluzione contrattuale ma in un incontro tra i dirigenti, il papà del ragazzo e l’agente si è deciso di rinnovare fino al 2020 l’attuale accordo in scadenza tra due anni, spalmando quindi in tre esercizi lo stipendio da 8 milioni lordi complessivi che il difensore deve ancora percepire. Una casella per inserirlo nella rosa per campionato e Coppa Italia c’è, in lista Uefa no. Anzi, già c’è uno di troppo: oggi verrà deciso chi tagliare tra l’infortunato (probabile) o Gerson. passa al Bari in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in Serie A. Va a farsi le ossa al Crotone il giovane centravanti , girato in prestito secco alla stessa società che ha fatto crescere .