Il tecnico ha ripreso in pugno la Roma

10/11/2015 alle 08:37.
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LEGGO (F. BALZANI) - Uno dei proverbi più amati in Francia è stato coniato da Napoleone e recita: Impossible n’est pas français. Ovvero, l’impossibile non è francese. Non poteva essere impossibile quindi per il transalpino riconquistare in meno di un mese gli applausi dell’ambiente romano dopo settimane di mugugni, critiche e voglie di cambiamento. Il ciclo terribile che ha visto la sua Roma affrontare Empoli, , Udinese, Inter, Leverkusen (2 volte) e Lazio ha fatto registrare 16 punti su 21 a disposizione e un’evoluzione di gioco che in pochi si aspettavano anche a Trigoria. Nel derby (meglio di nelle stracittadine degli ultimi 25 anni solo Ranieri) la Roma ha dato una dimostrazione di forza e fatto registrare notevoli passi in avanti anche nella fase difensiva, grazie al lavoro svolto nelle ultime settimane sul fuorigioco. Una mossa “di squadra” per evitare gli errori dei singoli.

La revanche di Rudi però parte dall’attacco e più che sui critici o l’ambiente ricade sulla dirigenza che in estate ha provato a depotenziarlo, da quel Gervinho fischiato e messo sul mercato come emblema del fallimento di . Quando saltò la trattativa con l’Al-Jazira in molti maledirono le pretese di . L’ivoriano oggi è a quota 6 gol in 12 partite di campionato. Più del doppio rispetto alla sua prima stagione in Italia, gli stessi a segno nel suo anno di grazie al Lille quando terminò il campionato con 18 reti e uno scudetto. Non solo Gervinho però. Nel derby si è messo in luce un altro pupillo di , quel preso in giro per il cognome (che però in francese significa “vincente”) e sconosciuto ai più dopo le esperienze non brillantissime a Liegi e Mosca. L’ex-Nantes ha sostituito davanti alla difesa senza sbagliare un colpo così come , sul quale ha insistito nonostante qualche prestazione ai limiti della decenza. «E non sono ancora al 100% - ha riferito il tedesco alla Bild - Qui c’è una pressione incredibile. Il nostro obiettivo è lo scudetto».

Il tecnico a fine derby ha coinvolto squadra e staff in una festa negli spogliatoi che ha visto e tra i più scatenati. Chissà cosa combinerebbe Rudi se l’obiettivo finale venisse centrato. D’altronde Impossible n’est pas français