KEYWORDS - Da preda a cacciatore un po' naif. Il Garcia 'chef' delle parole a Lille e Roma

12/12/2013 alle 12:49.

LAROMA24.IT - A Roma come a Lille Rudi Garcia ha già lasciato il segno. Per i risultati sul campo, soprattutto. Ma anche per una strategia comunicativa che, in Italia come in Francia,

A LILLE - Il Lille di arriva alla stagione 2010 dopo un quarto e un settimo posto. Durante il ritiro precampionato, risponde a chi gli paventa la possibilità di riuscire a lottare per la vetta: "Certo che no. Noi abbiamo un obiettivo chiaro, la qualificazione in Europa. Ci sono club superiori a noi, in termini di budget e di giocatori. Vogliamo arrivare tra le prime cinque"

A ROMA -  All'alba di una torrida estate romana il tecnico di Nemours sbarca a Fiumicino e fila dritto a Trigoria. "La Roma è un club che deve vincere, e sono contento di essere qui per vincere. Differenze con la Francia? Questa sembra la conferenza prima di una finale, ma il campionato non è ancora cominciato...". Ma è solo un antipasto della conferenza del 13 luglio a Riscone di Brunico. Un gruppo di tifosi contesta i giallorossi, lui entra in gamba tesa: "Quelli che criticano il club e i giocatori non possono essere dei tifosi della Roma. Al peggio sono dei tifosi laziali". Si alzano le forche e si dimettono tifosi: la stagione sembra non trovare inizio peggiore.

QUINTO POSTO -  Il 21 novembre del 2010, dopo i primi quattro pareggi iniziali, arrivano tre vittorie. L'ultima delle quali con il Monaco. "Il nostro obiettivo è di essere tra le prime cinque", ribadisce a scanso di equivoci . Più o meno lo stesso discorso che farà tre anni dopo, a Roma, prima della gara contro il Parma (3° di campionato): "Non dimentico che da due anni la Roma non gioca le coppe europee, il nostro obiettivo è tornare in Europa, finire la stagione nelle prime cinque posizioni". Eppure i giallorossi continuano a inanellare vittorie su vittorie. Prima dell'8° consecutiva, contro il , scarica il barile sulla schiena del maestro/rivale Benitez: "Il è costruito per vincere lo scudetto e giocare la . Sono i favoriti". Comportamento e parole simili a quelle pronunciate nel dicembre di 3 anni prima, a Lille: "Noi potenziali campioni? Abbiamo perso in casa 3-1 contro il Lione e contro il Marsiglia, lo Scudetto sarà roba loro. Ma sognare non è vietato, e se saremo ancora lì nella volata finale...". Già, lo sprint finale. Elemento ricorrente in molte conferenze romane: "Il mio obiettivo è lo sprint finale con e . Tornare in Europa è la cosa più importante per me", dirà alla vigilia della sfida col Chievo, il 19 ottobre. Ancora, il 17 novembre, in un'intervisa a Stade 2: "Abbiamo bisogno di qualificarci per l’Europa League o forse la . Finire tra le prime cinque è già un ottimo risultato".

LA CACCIA - Il deciso cambio di marcia del Lille, che dalla pausa natalizia in poi inizia la sua galoppata, corrisponde con la parziale svolta mediatica di . Che, davanti alle telecamere, si fa più naif: "Solitamente il Lille insegue, fa il ruolo del cacciatore. Ora siamo la preda, e sappiamo che la pressione è su chi caccia", dice nel febbraio 2011, dopo la vittoria con il Tolosa. Nei mesi successivi si toglie la maschera da lepre e riprende a scaricare valigie piene di aspettative sulle dirette concorrenti, Marsiglia e Lione. "Sono i favoriti, il Lille non è stato programmato per vincere", le sue parole al termine del 2-1 sul Valenciennes del 13 marzo. "La pressione è su di loro", continua una settimana dopo. Il pari con il Lorient (1-1) del 25 aprile intacca qualche certezza, ma la medicina del mago di Nemours è sempre quella: "Noi non abbiamo alcuna pressione. Sappiamo che il Marsiglia è favorito. Noi continuiamo a fare di tutto per rimanere sul podio e raggiungere la ". A maggio, a ridosso del termine del campionato, il Lille non può più nascondersi. A chi gli fa notare che è quasi fatta, a due partite dalla fine, lui risponde da chef: "Stiamo cucinando. Diciamo che non si sente cattivo odore ed è quasi cotto...Ma non del tutto". L'apotesi è a Parigi, il 22 maggio, dopo il 2-2 con il Psg: "Voglio godermi ogni secondo". Un successo storico, 57 anni dopo l'ultima volta per i 'cani' del nord della Francia. Grazie soprattutto a , mago della tattica e delle parole.

Lorenzo Censi