KEYWORDS - I dettami di Rosella: 'rimango tifosa', 'non amo il totoallenatore', 'lasciate lavorare in pace la nuova proprieta'. Ma poi...

06/02/2013 alle 07:35.

LAROMA24.IT – Closing & closed: l’avventura della famiglia Sensi alla guida della Roma si chiude nella stagione 2010-2011. La gestione della società passa agli americani: interregno di Cappelli e poi DiBenedetto e Pallotta, questi i presidenti finora avuti neg

Il 28 giugno 2011 si tiene l’ultimo consiglio d’amministrazione dell’era Sensi: “Giorno malinconico, ma spero che Giorgio Rossi rappresenti una continuità tra le due gestioni”, è l’epitaffio inciso al termine delle ultime ore da presidente. Da sempre appassionata di giornalismo, come sappiamo, addirittura si ipotizza un futuro da cronista per lei: “Magari un giorno mi vedrete con il registratore, tra di voi”, dice ironica. 

UNA TIFOSA AL COMUNE – 15 luglio 2011, Alemanno porta risorse nuove al Comune di Roma: “La dottoressa Rosella Sensi avrà l'incarico di occuparsi della promozione dell'immagine e dello sviluppo di Roma Capitale non soltanto in relazione alla candidatura della à alle Olimpiadi e Paralimpiadi 2020”, spiega in una nota il portavoce del primo cittadino. La posizione ufficiale? “Promozione dei grandi eventi e candidatura olimpica di Roma capitale”. A margine della propria nomina, la gioia è evidente: “Papà sarebbe contento della mia possibilità di dare un contributo alla à”. Sulla Roma: “No, niente commenti, resto una tifosa”. 
 
PRIMI SCREZI – A dicembre 2012, in un’intervista a Radio Deejay, Rosella Sensi tuona: “Si è fatto il mio nome troppe volte in questi mesi, ho lasciato una Roma indebitata ma con ottimi giocatori e dirigenti all’interno di Trigoria”. La Roma, a dicembre, si ritrova a dover gestire il caso , immancabile il commento della ‘sorella maggiore’: “Per me Francesco e la Roma sono un binomio inossidabile. Lo scudetto? Serve pazienza”. Si, ma quale pazienza? Ce lo spiega sempre lei, dal salotto di Rai Due: “La stessa pazienza che a me è stata negata. C’è qualcuno, poi, che nella Roma mi ha deluso, ma non posso dire chi”. Dal dito puntato nel vuoto alla stoccata: “Non avrei preso Luis Enrique, avrei preferito Montella. Non dico non mi piaccia lo spagnolo, ma io Vincenzo l’avevo anche scelto lo scorso anno”.
 
Detto fra noi: “Non parlo di questioni tecniche e non amo il totoallenatore. Rimango tifosa”
 
“POSSO FARE UNA POLEMICA”? - A Radio Radio e Centro Suono Sport la Sensi sponsorizza la donazione di sangue del 15-16 giugno 2012. Sui 104.5 torna il tema della pazienza: “Posso fare una polemica? Io mi fido di questa società, ma la stessa pazienza data agli americani a me è stata negata. Diciamo che però sono contenta che ci sia ora”, sibila dai microfoni dell’emittente radiofonica. 
 
Detto fra noi: “Abbiate pazienza con i nuovi proprietari, lasciateli lavorare”
 
Ad agosto scoppia il tormentone nella sua fase estiva. Resta o va via? Intercettata da Radio Radio il 20° presidente dell'AS Roma (non) dice la sua: "? Non vorrei parlare, è un argomento delicato". Tenere a mente.

LOST IN TRASLATION - La Sensi che si affaccia alla nuova stagione da tifosa viene subito stuzzicata dall'ormai ex Ad giallorosso Mark Pannes, che in un'intervista su Wichedlocal.com del 3 settembre tuona: "Quando acquistammo la Roma era in bancarotta. I proprietari erano in difficoltà finanziaria". La risposta arriva l'indomani, con una dichiarazione a Adnkronos: "Vorrei precisare che da quanto risulta dai bilanci dell'As Roma, societa' quotata in Borsa, che sono stati certificati e pubblicati, la famiglia Sensi non ha, nel modo piu' assoluto, lasciato la società sportiva in bancarotta. Mi auguro e mi aspetto che questo continuo atteggiamento denigratorio e polemico da parte di alcuni dirigenti verso la gestione precedente cessi presto e si concentri piuttosto verso il bene della Roma e dei suoi tifosi". Un'imprecisa traduzione muta il senso delle parole di Pannes: intendeva dire insolvenza, non bancarotta, che è anche reato. 

ALTRE SCELTE, MA DA TIFOSA - Il 27 settembre risuona il classico interludio. Sulle pagine di Calciomercato.it la Presidentessa dichiara: "Sul momento della Roma preferisco non parlare: faccio il tifo e basta". Concetto disatteso però solo 3 giorni dopo ai microfoni di Rai Sport, sulla scia di un tremendo -Roma 4-1: "Mi sarebbe piaciuto vedere quell’orgoglio da romanista che purtroppo non ho visto. Zeman mi piace, ma Montella è un buonissimo allenatore. Avrei fatto altre scelte. Pur rispettando la nuova politica della società, forse non avrei preso tutti questi giovani". Ai microfoni di Centro Suono Sport, il 3 ottobre, corregge il tiro: "Un equivoco che è meglio chiarire. Mi sarò espressa male: quando Montella era già allenatore della Roma, io avrei preferito continuare con Vincenzo". 

PRESENZA - Rai Sport è una delle testate alla quale Rosella Sensi presta più spesso la sua voce. L'8 novembre, prima del derby perso dalla Roma per 3-2, viene incalzata sulla proprietà americana. Il preambolo è "Non mi piace giudicare", seguito invece da una decisa considerazione: "Se potessi dare un suggerimento dico che una presenza maggiore magari allo stadio per la felicità dei tifosi sarebbe gradita, ma poi è giusto che ognuno decida come crede"

Detto tra noi: "La nuova proprietà veda le partite come vuole, io parlo esclusivamente da tifosa"

, DELICATO INTERVENTISMO - Il 9 novembre l'assessore del comune di Roma è contattata dai microfoni di Radio Radio. "Possibile una cessione di ?". "Non mi permetto, non voglio intervenire nelle scelte della società. Non mi voglio sostituire alla dirigenza, non voglio pensarci nemmeno ad una cessione. Non capita tutti i giorni che un campione cresca in casa propria. Ora il presente è , il futuro è ". E ancora: "Siamo certi che la romanità conti qualcosa per questa società?". Risponde la Sensi: "Credo di si, ma non dovete chiederlo a me. Mi faccio carico della responsabilità precedenti. Non sono io che devo rispondere"

Detto tra noi: "? Non vorrei parlare, è un argomento delicato".

ROMANITA' - Due giorni dopo la redazione sportiva della Rai offre ancora uno spazio di espressione alla Presidentessa, che indossa il velo nero. Per gusto cromatico, naturalmente: "Siamo certi che la romanità conti qualcosa per questa società? Credo di si, Ma non dovete chiederlo a me. Mi faccio carico della responsabilità precedenti. Non sono io che devo rispondere"

SPOGLIATOIO - E' un Mauro al vetriolo quello che rilascia alcune dichiarazioni a margine di un convegno di fine Novembre alla Corte d'appello: "Proprietà distante? Quante volte Rosella Sensi è andata nello spogliatoio a parlare con i giocatori?". La suddetta, l'indomani a Centro Suono Sport, non le manda a dire: è un dilettante come dirigente, uno che si vede che non capisce nulla di calcio. Mi auguro che torni presto a fare l’avvocato. Ma che ne sa di mio padre Franco Sensi e di me? Mio padre ha dato la vita per la Roma. Tutti se lo ricordano anche da malato andare ad accogliere i giocatori a Fiumicino di ritorno da una vittoria di Coppa Italia. Non è uno sfogo, ma la rabbia di una figlia che pensa ad un padre che ha messo la Roma davanti a tutto. Sono allibita. Anche mia madre è delusa e amareggiata. Pensiamo alla Roma”.

RIGORE BANCARIO, LE ULTIME - Silenzio fino a ieri 5 febbraio, quando a Rai Sport ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha parlato a 360° del momento giallorosso. "I numeri giustificavano l’esonero di Zeman? Non conoscendo la situazione interna non mi permetto di dare il mio parere. Per la sua storia Zeman va sempre protetto e tutelato fino in fondo". Sul taglio con il passato: "Credo che, in un cambiamento così radicale come quello avvenuto due anni fa, un segno di continuità andava dato, almeno ai giocatori". Per finire, alla domanda "Il ruolo della banca, la sorprende l’atteggiamento attuale? Durante la sua gestione l’atteggiamento era più rigoroso", Rosella Sensi risponde: "Posso percepire la stessa impressione che ha avuto lei, ricordo che nell'ultimo periodo in particolare c'era stato tantissimo rigore da parte loro".

Detto tra noi: "Rimango tifosa"

 

Antonio Paesano - Lorenzo Censi