
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Per chi è nato a metà anni settanta, e di conseguenza si è innamorato del calcio e per l’esattezza della Roma nei primissimi anni ottanta, in seconda elementare, cresciuto, per esempio, all’Appio Claudio, nello specifico tra la chiesa di San Policarpo e il parco via Lemonia, la partita delle partite è sempre stata Roma-Juventus. Perché quella partita valeva uno scudetto, era Viola contro Boniperti, era Falcao contro Platini, Bruno Conti contro Paolo Rossi, Nela contro Cabrini. Era il meglio che il miglior calcio italiano di sempre potesse proporre. La Serie A di Rumenigge, Zico, Hateley, Passarella, Maradona. Roma-Juve era la partita delle partite perché in quegli anni la Lazio non c’era e se c’era tribolava. Attenzione. Non è sfottò. È cronaca e rivendicazione.
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IL ROMANISTA (S. CAROLINI) - Mentre giovani come Arena mostrano le proprie qualità a Trigoria, c'è chi trova nella Primavera un campo di prova niente male. L'esempio perfetto sono Camara e Carlaccin...

IL ROMANISTA (G. FASAN) - Sabato e domenica sprint. La Roma corre per Santiago Castro. Diventato nelle ultime ore, come anticipato dal Romanista, il nome per l’attacco, visti i problemi che sono insor...

E se l'alter ego di Celik, cioè quel calciatore-jolly capace di adattarsi senza troppi problemi alla difesa a tre pur mantenendo intatte le sue doti da incursore di fascia, arrivasse dal nuovo mondo?...
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