Ritmo

01/03/2018 alle 15:49.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Ritmo non inteso come la vettura Fiat, appartenente all’epoca alla stessa famiglia della Duna, della Regata, ma anche della leggendaria Seat Ronda. Certo, nel 1979 la Ritmo arrivò seconda nella classifica dell’auto dell’anno e ciò la farebbe somigliare terribilmente alla Roma, ma in questo caso parliamo di ritmo da legare all’intensità. Parole sconosciute a questa Roma.
Il ritmo e l’intensità che un tempo neanche troppo lontano si intravedevano, quando c’era una squadra che manteneva le file serrate, opponendosi in modo reattivo alle avversarie, non concedendosi, generosa, alle infilate altrui, e sapeva capitalizzare le già avare opportunità offensive che si regalava nel corso di una partita. La Roma dai ritmi intensi segnava poco, subiva zero, e riusciva persino a misurarsi con eccellenti risultati in Europa. Accadeva in autunno, per un tempo evidentemente troppo limitato per potere urlare al mondo “abbiamo un’identità”. Eppure noi, soliti illusi, lo abbiamo fatto. Lo abbiamo urlato. Senza aspettare controprove. Regolarmente presentatesi sotto forma di solito conto salato.

Oggi ci tocca guardare in tv quattro squadre che si sono contese i due posti validi per la finale di Coppa Italia. Le abbiamo guardate e ci siamo chiesti “perché?”. Perché loro pur facendo le coppe non hanno mai snobbato la seconda competizione nazionale? Perché l’hanno onorata schierando sempre la migliore formazione? Perché corrono con costrutto e hanno quel ritmo nelle gambe e quell’intensità derivante non solo dalla testa? Troppi perché.

Il calcio moderno non concede deroghe. Devi correre e far correre il pallone. Solo se sei in affanno devi rincorrere. E anche in questo caso devi saperlo fare. La Roma degli ultimi due mesi non corre e se corre lo fa male. E rincorrendo l’avversario il più delle volte riesce forse a prendergli la targa. Come se l’avversario viaggiasse su una bella Ritmo cabriolet firmata Bertone. e Milan. Atalanta e Lazio. Vincitori e vinti. Tutti con ritmo. Tutti con intensità. Che se prendono una buca cambiano la gomma e ripartono. Reagiscono. La Roma non reagisce. Anzi, si stizzisce se glielo fai notare. La Roma spera nel taxi che la carichi per portarla dove? Finora fuori dalla zona . Parliamo di ritmo. Che hanno le fuoriserie su cui viaggiano squadre più forti, e , ma che anche per ritmo sembrano molto più forti di quello che in realtà sarebbero. Sarri quando prese il era neo patentato, per la guida di una certa cilindrata, come lo è oggi . Ma ha saputo adattarsi. Come se fosse stato abituato a portare la macchina nel Regno Unito e abbia avuto l’intuizione che da noi il volante non sta sul lato passeggero. per ora parla “del suo gioco,” descrive a parole “i suoi schemi”. In campo non si vede né uno né gli altri. E non si vede ritmo. Né intensità. Troppo spesso sembra che gli avversari viaggino in automobile mentre la Roma arranca pedalando su uno scalcinato Ciaetto (cfr Ciao Piaggio, per gli Under 30).

@augustociardi - In The Box