PEROTTI: "Contro il Chelsea abbiamo dimostrato che la squadra c'è. Di Francesco ha cambiato il modo di lavorare. Argentina? A novembre mi gioco il Mondiale"

03/11/2017 alle 14:32.
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SKY SPORT - Parla all'emittente satellitare l'attaccante argentino della Roma . Queste le sue parole:

Te l’aspettavi il 3-0 contro il Chelsea?
Magari non un 3-0, sapevamo però di poter vincere. Avevamo fatto una grandissima partita a Stamford Bridge e ribaltare un 2-0 è stato più difficile che vincere 3-0. Dopo il primo gol immediato si è reso tutto più facile. Non ci aspettavamo un risultato così largo, ma pensavamo di farcela. Alla fine abbiamo anche fatto divertire i nostri tifosi e abbiamo dimostrato che la squadra c’è.

E’ giusto parlare di rivoluzione ?
Lui ha messo il suo. Qua avevamo una maniera di lavorare diversa da quella che lui voleva quando è arrivato. Quelli che hanno iniziato a lavorare con lui da Pinzolo magari lo hanno capito prima, rispetto a quelli che sono arrivati dopo per la Nazionale. Lui ha messo la sua maniera di lavorare, il suo modo di pressare e il suo gioco. Non è facile cambiare modo di giocare, passando da un allenatore all’altro e ci vuole tempo, ma adesso penso che i risultati si stiano vedendo.

Qual è la differenza fra e ?
Prima di tutto con passavamo da una difesa a tre a una a quattro,
invece non cambia gli piace il
e gioca così sempre, almeno fino ad ora. A me chiede molto di prendere palla e buttarmi dentro tra le linee e quello con non lo facevo quasi mai.

La linea di pressing è più alta?
Si anche, vuole una squadra sempre corta e stretta. Con il passare delle partite abbiamo iniziato a farlo e molto bene e sta dando risultati.

Parliamo di te. Sei rinato con questo nuovo calcio, ti senti migliorato rispetto al passato?
Sì, quando uno smette di giocare è difficile giocare e rientrare in partita ogni 20 minuti. Non si può giocare sempre 90 minuti, io l’ho capito. A gennaio e febbraio non ho giocato tantissimo, un po’ per il cambio di gioco, con più avanti. La squadra vinceva, ha fatto bene e io non potevo che allenarmi e aspettare. Poi magari l’allenatore non mi vedeva al massimo e ha scelto altri. Il punto chiave ora è che mi sento bene fisicamente, ho fatto un bel ritiro e anche in Argentina ho fatto qualcosa, a 29 anni non puoi arrivare senza aver già fatto qualcosa. Ora arrivo con energie anche a fine partita. I risultati sono quelli che comandano e quando vinci siamo tutti bravi.

Senti aria di Mondiale?
Dopo 6 anni mi hanno richiamato quindi vuol dire che qualche partita l’hanno vista. Me la gioco adesso, in queste due amichevoli dopo la mi gioco il 90% delle possibilità di andare al Mondiale. Perché se non faccio bene non ci sono poi tante altre partite, le qualificazioni sono finite. La mia possibilità è adesso e me la giocherò al 100%.