Conferenza stampa, SABATINI: "La Roma è stata la mia vita. L'idea di non aver vinto lo Scudetto mi perseguita. Lascio perchè qui non posso fare più il mio calcio" (FOTO e AUDIO)

07/10/2016 alle 13:19.
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Alle ore 13 si presenta nella sala stampa di Trigoria per l'ultima conferenza da direttore sportivo della Roma. La società ha ieri comunicato il divorzio, consensuale, con l'ormai ex ds. Queste le parole di :

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"Intanto grazie, siete in molti e mi fa piacere. La prima volta che sono entrato qui c'era alta pressione e stavo meglio, adesso l'umidità mi comprime. Stavo meglio con pensieri e parole che fluivano più efficacemente credo. Faccio riferimento alla mia prima conferenza stampa. Non me la ricordo, mi ricordo cose importanti che ho detto e ci potrei anche tornare sopra ma andiamo avanti tranquillamente. Avrete cose da chiedermi, non è un bilancio definitivo, consuntivo, perché questa squadra in attività è ancora la mia squadra. Ci sarà l’essenza fisica ma ci sarà una presenza psicologica forte, starò dietro a tutto quello che succederà da qui in avanti sentendomi totalmente partecipe. La supposta sconfitta riferita al fatto che non abbiamo vinto, ho ancora una piccola chance di essere ribaltata. Squadra competitiva allenata in maniera perfetta da e qualche speranza di un campionato in controtendenza con quelle che sono le considerazioni, giustamente comprensibili, ritengo che produrranno un effetto, lo spero. Ho fatto un ciclo lungo di 5 anni, con una osservazione che faccio costantemente dentro me che è quella che abbiamo e ho gente che sa quello che fa. Molto positivo in senso generale da un punto di vista analitico. Da un punto di vista emotivo, emozionale se volete, certamente è mancata la convocazione al Circo Massimo dei tifosi della Roma. Quello era non un sogno ma una speranza che si è accesa saltuariamente rispetto alle squadre che sono andate in campo e che hanno fatto calcio in questi anni. Ci sono stati alcuni momenti in cui ho pensato che le nostre squadre che si sono succeduto prima o poi avrebbero potuto competere per un risultato eclatante, per lo scudetto. E' il più grande rammarico, la mia frustrazione che mi porto a casa e mi procura non la rabbia che è il primo sentimento che affiora in me come caratteristiche. Sono sono portato a questo, ma ho una tristezza cupa. Probabilmente irreversibile a meno che non ci sia un riscatto immediato in questa stagione. Sono sereno, ho e abbiamo fatto, o crediamo, il massimo. Non mi vergognerei di questa Roma ne farei recriminazioni: la Roma è competitiva da anni, ha fatto due volte il secondo posto, un altro il terzo in maniera anche miracolosa attraverso l’avvento un allenatore che considero straordinario e con un gruppo di giocatori competitivo. Concludo dicendo che io sono stato il ds della Roma e sono stato esclusivamente il ds della Roma: ho annullato totalmente la mia persona, non ho fatto nulla in questi 5 anni nella vita che non fosse determinata, dettata e informata dal fatto che fossi il ds della Roma. Non ho scritto, mangiato, telefonato, telefonato, litigato, guardato le spalle a una donna, senza sapere di essere il ds della Roma, una cosa per me esclusiva. Questa esperienza non è stata una frazione di vita ma è stata la vita e tutto quello che è successo prima nella vita che non è stata brevissima perché non sono un ragazzino è opacizzato. Vedo solo la Roma e sento di avere vissuto per la Roma. Sono geloso di questo sentimento, preoccupato del fatto che quello che verrà dopo sarà difficile da affrontare. Questa è stata la mia vita, non un brandello di vita, ma la mia vita"

Cosa porta della Roma?
Le persone che lavorano a Trigoria sono prevalentemente le mie badanti, le mie ragazze di sopra: Alessia, Rosangela le due Barbara, Manuela. Mi hanno sostenuto, nutrito, curato. Mi dispiace molto perderle. Vedo altra gente alla quale ho voluto molto bene, silenziosamente. Non sono un 'esternatore' di sentimenti ma li ho e li curo e implodono sempre e so bene quanto la mia permanenza sia stata sostenuta da tantissime persone. A Trigoria c'è una grande passione per la Roma e molta competenza. Fidatevi delle nostre persone, che sono eccezionali. Non ti ho soddisfatto? Anche tu (David Rossi, direttore artistico di Roma Radio, ndr) partecipi a queste persone che hanno lavorato con scrupolo, passione e amore e continuerà a farlo perché questa è una azienda che sta dentro i suoi obiettivi. C'è una squadra forte fatta di ragazzi seri veramente che vogliono fare qualcosa di importante. La prima volta che sono venuto qui ho parlato con grande enfasi e entusiasmo, non essendo ancora il ds della Roma, lo ero in pectore, e ho detto tante cose. Alcune plausibili altre meno. Ero qui per stimolare una rivoluzione culturale e questo è il mio vero fallimento: non è nei risultati sportivi o nella gestione dei calciatori, so di aver fatto errori, ma ho portato la Roma a sedere sui tavoli che contano. Ho reso la Roma una insidia per tutti. La Roma è sempre presente e ha combattuto. Ho fatto un mercato rissaiolo e ci sono sempre stato, non io ma la Roma che era il mio obiettivo e in tema di rivoluzione culturale che è una cosa importante che presuppone qualcosa di articolato, si riferiva solamente a una esigenza e cioè di pensare alla vittoria non come possibilità ma come necessità. Pensare che le vittorie sono ancora in un pensiero che non esclude la realizzazione dell’idea. Trigoria, i calciatori, i tecnici, i dipendenti devono iniziare a pensare alla vittoria non come una possibilità che può o non può essere, ma come una necessità. La dobbiamo considerare come un evento necessario e perché questo possa arrivare serve una rivoluzione. In quel senso la rivoluzione culturale. Adeguare i comportamenti per l'obiettivo. Da questo punto di vista non ho centrato l'obiettivo. Ho ancora una speranza perché l'allenatore che c'è, auspico rimanga per 5 anni, con il suo laboratorio permanente, riesca a centrare questo obiettivo. Non significa vincere ma pensare alla vittoria e adeguare tutto perché questo possa succedere. In questo senso mi senti molto deluso, si perde e si vince alla stessa maniera: è la nostra vera debolezza.

I tre momenti più belli?
Quando ho messo il piede qui dentro: emozione molto forte, super motivato e ottimista. Penso ancora, altri lo fanno per me, di fare qualcosa di importante. So di avere qualcosa di importante, sto parlando di tutti noi. Pensavo a qualcosa di trionfale, di forte, che la Roma si imponesse come squadra e azienda. Come gruppo di persone. Credevo fermamente sarebbe successo però è stato un momento pregnante, importante e motivante. Ricordo delle vittorie ma vittorie che ci sono state bellissime. Il 2 a 1 al derby quando il vituperato , che qualcuno ha definito fallimentare: colgo l’occasione per dire che è stato pagato 2 milioni per il prestito recuperati 3 mesi dopo cedendolo al Watford. Ho letto 8-10 milioni eccetera. Quel povero venuto alla pari, quel povero disgraziato di ha fatto un progressione al derby che ha consentito al vituperato
di fare gol e aprire una partita che poi ci ha portato in . E' stata una vittoria che ricordo con grande affetto, prodotta da giocatori con poca fortuna qui. Il gol di Bradley a Udine quando avevamo creato un presupposto per stabilire un record, era la nona vittoria completata dalla decima mi pare contro il Chievo con un gol del problema Borriello, così ho parlato io nella prima conferenza stampa. Ho ricordi anche brutti, la sconfitta del derby in Coppa che è stata però la catarsi, l’aggiustamento però del mio pensiero. Pensavo di poter fare un certo tipo di calcio, subito dopo quella partita ho pensato che sarebbe stato giusto cambiare indirizzo ed è stato fatto con successo. L'idea di non aver vinto lo Scudetto mi perseguita e mi terrà compagnia per tutta la vita a meno che questa squadra non faccia qualcosa di incredibile in questo momento. Sarà la mia squadra quando vincerà e perderà, sono parte in causa e in quota con tutto quello che succederà.

Qualcuno vede come un problema per l’espressione degli altri?
E' una questione sociologica, non riapriamo il discorso su chi lo vuole o meno. Tutti vogliono , gli darei un Nobel per la fisica dato che il Pallone d’Oro non glielo hanno dato io istituirei uno e una volta sola per potergli riconoscere tutto quello che ha regalato al calcio italiano che, come quello internazionale, soffrirà molto della sua assenza. Le giocate di non sono riproponibili. Giocate di altri campioni sono invece riproponibili come è successo. Si porterà giocate che gli altri non potranno riprodurre. Il calcio perderà moltissimo, gli darei il premio Nobel per la fisica: le sue traiettorie, le sue trasmissioni di palla, le sue parabole possono aver rimesso in discussione Copernico, Keplero, la teoria della relatività: meriterebbe un premio nobel per la fisica. costituisce un tappo perché lui porta una luce abbagliante, il sole allo Zenit e oscura tutto un gruppo di lavoro anche perché la curiosità morbosa per il suo fare e dire, in ogni sua espressione di gioco o fuori il campo, in ogni sua espressione, comprimono fortemente la crescita di un gruppo che deve essere subordinata a questo. rappresenta un pezzo di carne di gente che è cresciuta con lui, o invecchiata con lui e tutti fanno fatica a staccarsi quel pezzo di carne e a rinunciarci. Un fenomeno che andrà raccontato tra qualche anno da qualcuno che la sa lunga perché ci rientra psicologia e sociologia e tante altre cose.

La continuità di un percorso tecnico?
Questo perché mi permetto di dire, poi chi mi succederà, Massara nell'immediato poi non so che decisioni. Massara non è il mio delfino, ma un professionista, laureato e competente e molto sensibile. Accettate l’idea che sia il ds della Roma senza legami con me. Da ora in poi farà il suo ruolo e potrà esercitarlo solo interloquisce con lui accetterà questa idea. E’ molto educato. Educazione sabauda, madre francese e ha avuto una educazione molto rigida. Lo vedrete lavorare, con un livello di educazione che non ho mai compreso. Non perché io sia particolarmente maleducato ma ci vuole una capacità di sopportazione che io non avrei mai. Mi sostituirà e farà bene il suo lavoro. La Roma avrà un suo futuro anche con lui, con dirigenti tanto importanti vituperati e diffamati puntualmente. Non voglio far polemica, sono in uno stato di tranquillità ma un giorno qualcuno di voi mi spiegherà perché ha l'esigenza di indebolire la Roma attraverso la demolizione costante e preventiva di qualsiasi dirigente venga qua. Ammetto tutte le critiche, alcune le condivido perché di errori ne ho fatto e voi li avete puntualmente denunciati, io vedo che c'è la tendenza a far diventare un massone Franco Baldini o un arrogante avvocato, probabile giocatore così così di calcetto e massone anche lui. Adesso sta arrivando Gandini, preparato un dossieraggio perché dovrete distruggerlo. Non vi sto accusando di nulla, non dite
se la prende con la stampa. Le sconfitte della Roma sono tutte le mie, anche di qualcun altro, non è la stampa che ha perso ma attacco le abitudini. Quando la Roma è debole, e la facciamo diventare comunque debole anche con 2 secondi posti e un terzo miracoloso, con l’intervento di
, oggi in una posizione ibrida con la premessa e la possibilità di migliorarsi. Meglio che la Roma sia debole così i latrati a pagamento possono avere le loro funzioni. La Roma debole può essere attaccata, so quello che dico. Non faccio polemica ma sono obiettivo. Tra 20 minuti non sarò il ds della Roma e non devo difendere nessuno, parlo in generale: rendete la Roma forte, fidatevi dei dirigenti e non fateli diventare carne da pestare. La Roma debole dentro e fuori ha tutto da rimettere, non ha da rimettere chi si ritaglia nella diffamazione costante. Non parlo di critiche, ho le spalle larghe e tollerante e alcune vostre critiche mi hanno aiutato. Sostenete la Roma, gli altri lo fanno con le squadre più importanti. La schizofrenia? Direi che è stata una necessità, la Roma in maniera statica non può individuare obiettivi e andarci sotto. Siamo un pochino più deboli degli altri. La Roma deve fare un calcio rissaiolo, deve frequentare la Riviera arrivare sugli obiettivi e far finta di prenderli, poi magari ci riesce anche. Fare un po' di casino: prendo questo e recupero un altro, è una mia caratteristica e ho cercato di farlo. Giusto dire della continuità ma c'è stata in questa squadra, poi lasciate perdere che non siamo stati fortunatissimi. L'ultimo mercato è stato statico e noioso, non mi ha somigliato: abbiamo deciso di puntellare la difesa, considerato che centrocampo e attacco hanno fornito un risultato rimarchevole l’anno scorso. Abbiamo perso giocatori,
, Vermaelen che spero recuperi in fretta e lo stesso Mario Rui e qualche disastro c'è stato. Nella continuità è più facile ottenere risultati. Una certa continuità c’è stata ma è stato necessario un mercato pirotecnico per raggiungere gli obiettivi. Vendo questo e ne compro due, è stato fatto anche per la pressione Uefa che abbiamo addosso. Per rimanere in linea e dentro i parametri richiesti.

Le ironie dei tifosi si sprecano. Non erano anche loro interlocutori?
La mia anima è talmente complicata che non la comprende nessuno. Non era una esigenza della società ma una strategia che mi hanno affidato. Se vendo e compro
non produco un anno, produco un utile e lancio un giocatore. Comporta rischi ma chi è stato venduto è stato adeguatamente sostituito. L’ho fatto per riuscire nel dare e avere a non indebolire la squadra. Con e sono migliorato, con tutto il rispetto per un ragazzino che ho amato e ammirato e fatto di tutto per portarlo. Ho creduto sempre di fare operazioni che avessero prodotto un ricambio favorevole. Vendo Marquinhos per non ho perso da un punto di vista tecnico. Operazioni fortunate in alcuni casi, meno in altre. E' sempre stata una maniera per essere competitivi e lo siamo stati. Chi vince è più bello, alto e biondo e noi non abbiamo vinto ma siamo una squadra che da fastidio a chiunque. Abbiamo avuto la sventura di fare 85 punti perché le ultime 2-3 partite le abbiamo regalate, con una irripetibile. Ma con 85 punti o 90 che avremmo fatto non regalando partite, in maniera non dolosa ma con un comportamento con una squadra che aveva già ottenuto un risultato, si vincono 3 campionati su 5. Non ho prodotto un danno con questo mercato perché il danno è prodotto dal fatto che mancando la continuità non si arriva mai a coagulare un gruppo, un'unità di intenti, un modo di giocare, una conoscenza. Abbiamo dovuto farlo per essere competitivi, dentro queste scelte e decisioni che ho portato avanti ho fatto anche qualcosa che non ha funzionato ma tantissime cosa hanno funzionato per dire la verità

Queste proprietà straniere qualche volta non sanno cosa comprano veramente. sa cosa significa la Roma?
Io penso che lo sappia perfettamente perché se ne rende conto quando viene qui e si affaccia per le strade. Si rende conto di quale passione c’è e andrebbe incentivata perché il segreto per il successo è la passione passione popolare e la gente che vuole godere: lo sa. Ma è una questione culturale. E' un imprenditore americano che crede e deve fare le cose in una certa maniera. è un bostoniano allegro e propositivo, incline allo studio della statistica e ai meeting, io sono un europeo crepuscolare e solitario e forse non sono un europeo ma un etrusco residuale. Lui vive, pensa al calcio come le sue azienda. Io in maniera un pochino differente: conflitti evidenti e chiari ma abbiamo rispetto reciproco e il fatto che siamo arrivati alla risoluzione consensuale lo dimostra il buon rapporto. Sa dove sta e quello che fa ma si è anche sempre fidato del mio operato e di chi lavora per la Roma. Non è stato così lontano dagli obiettivi importanti. Milan e
, senza mancare di rispetto a nessuno, vorrebbero essere la Roma. Siamo incappati in un ciclo incredibile della , che ha lavorato sia con le strategie aziendali ma sopratutto con le scelte di Paratici e Marotta e sono stati superiori a noi. Ma non siamo stati tanto al di sotto: 17 punti sono stati poi una esagerazione venuta fuori per un nostro mollare negli ultimi giorni. Abbiamo fatto un secondo posto con con punti di meno, centrando il secondo posto e battendo la Lazio in una partita drammatica. Siamo ripartiti con difficoltà, abbiamo portato che ha credo la media da quando è arrivato a oggi da Scudetto. Credo, non lo so con precisione. Una media da secondo posto abbondante. C’è competitività da parte della Roma. Ci sarà la coincidenza porterà anche alla Roma a vincere lo Scudetto, la mia speranza delusa con la piccola riserva che forse in questa stagione potrebbe succedere qualcosa di imprevedibile.

Non ci ha detto i motivi per cui lascia. Pensa di aver concluso il percorso che riguarda i rinnovi?
non è all'ordine del giorno perchè ha chiesto lui un adeguamento e la società sta valutando la possobilità di farlo o meno. Non credo che si farà un adeguamento ma casomai si attribuirà a un premio in base alle prestazioni e rispetto alle qualità delle prestazioni che fornirà. Stiamo negoziando, non è ancora finita la cosa, ma i calciatori si devono rendere conto che questa società e quindi tutti noi abbiamo iniziato una stagione con dei presupposti che sono abortiti perchè abbiamo perso la qualificazione in , un evento dolorosissimo e dannosissimo per l'azienda ma anche e soprattutto per i tifosi. Ci sono negoziazioni inevitabili perchè le leggi di mercato ci costringono a farle e le stiamo affrontando. Poi che questa vicenda legata a questa situazioni salariali, quasi sindacali, sarà portata avanti tranquillamente da Mauro che ha tutti i requisiti e le capacità di farlo. Ma non è in questo momento per noi una priorità assolutà, la priorità assoluta è che la squadra si metta dentro la testa un'idea diversa e voglia fare cose importanti perché ci sono i presupposti per farlo.

Se ci puó dire anche i motivi per cui va via dalla Roma...
È corretto che io li dica...Sono cambiate le regole di ingaggio, io posso fare solamente il mio calcio sono ormai incancrenito non sono una mente elastica che riesce ad adeguare le esigenze e le richieste dei nuovi criteri di selezione eccetera. Il presidente e i suoi collaboratori, giustamente e legittimamente puntano su altre prerogative, stanno cercando un algoritmo vincente, io vivo ancora dentro il mio istinto, la mia immaginazione. Come ho già avuto modo di dire io non vedo il pallone come un oggetto sferoidale fatto con un certo materiale e con le cuciture che saltano o quanti rimbalzi farà il pallone e quanti impatti balistici otterrà prima di finire il suo ciclo di vita, io dentro il pallone vedo il mio universo intero, ho detto una volta tirandomela un po'  che per me la palla è qualcosa, voglio deviare le traiettorie quando sono in tribuna, sono dentro al pallone, fuori dal pallone, sono con i calciatori, gli vorrei far piegare il piede quando stoppano, io vivo il mio calcio, il mio calcio immaginifico, un calcio che non può essere freddamente riportato alla statistica che descrive un giocatore perchè le statistiche aiutano ma tradiscono. Se voi prendete un terzino, la statistica racconta che ha fatto 12 cross in una partita e quindi dici cavolo c'ho un gran terzino! Però magari non tiene conto della connessione che c'è nel calcio e allora puó darsi che quel terzino ha fatto 12 cross a partita perchè a fianco a lui c'è un simil che gli fa arrivare palla giusta nel momento giusto. Magari un terzino che ha statisticamente un cross e mezzo a partita gioca vicino a un energumeno che non riesce a capire il tempo e lo spazio per fargli arrivare bene la palla. Credo a quello che osservo, a quello che sento quando vedo un giocatore e non voglio combattere queste tesi contrapposte. Io devo fare il mio calcio, lo devo fare in buona fede, lo faccio da sempre e non intendo cambiare, mentre in questo momento alcuni collaboratori di e stesso puntato su altre prerogative o altre possibilità. Sono inclini ai meeting, agli incontri, alla statistica, io sono incline alla mia sofferenza notturna in cui mi fumo 5 sigarette, mi vedo un soggetto e cerco di capire se un giocatore è buono o no. Mi confondo qualche volta, raramente, e prendo Piris, il povero Piris che era un giocatore utilissimo e l'ha dimostrato dopo anche con l'Udinese ma naturalmente non era un giocatore da Roma: le cantonate le ho prese e continuerò a prenderle però poi tra il dare e avere devo dire che con molta fortuna l'avere supera nettamente il dare.

Lei quindi viene sostituito da una macchina oppure il suo successore è Massara?
No da una cultura, da un modo di fare che non è condannabile o censurabile, è un modo di fare che fanno in moli per carità e sono io che ritengo di non essere più all'altezza di questo compito. Io c'ho un'idea di me stesso piuttosto altolocata, sono stato definito giustamente un presuntuoso ma sono un presuntuoso critico di me stesso infatti mi affosso su qualsiasi stop sbagliato di un giocatore ma devo e voglio fare il mio calcio e qui forse adesso posso farlo un po' di meno. Nel rispetto di tutti e in particolare di , però sono un uomo leale. So di non poter fare il massimo in questa situazione, so di non poter essere completamente me stesso. La causa scatenante per cui ho assunto questa mia decisione riguarda un giocatore che sta facendo anche molto bene in Italia che io con una manovra diciamo di stampo sudamericano avevo mosso da una società all'altra per poi acquisire in un secondo tempo promettendo il 50% alla società che lo perdeva...Quel giocatore li l'ho perso perché mi è mancata l'arroganza, la forza, la determinazione e la sicurezza di poter fare quell'operazione che comportava anche una commissione crassa e sentendo alle mie spalle tutta una serie di osservazioni giuste e corrette, punti di domanda, recriminazioni, io ho perso l'attimo fuggente che è la mia forza. Io l'attimo fuggente non lo perdo mai perchè quando c'è da arrivare su una cosa io ci arrivo con forza e con prepotenza e orgogliosamente romanista e direttore sportivo della Roma. Perso questo giocatore ho riflettuto sul fatto che non merito più la Roma. Io merito e ho meritato la Roma perchè ho fatto cose importanti per la Roma. Se non sono più in grado di farle me ne devo andare. Chi è questo giocatore? Ci arriverete tranquillamente...Non lo dico perché odio non averlo preso perchè mi fa star male. Quando io maturo un sentimento di questo tipo voglio sportivamente morire. Se io fossi un ds simmetrico adesso vi direi a tutti si sono stanco, farò dei viaggi studio e mi aggiornerò, no. Non farò nessun viaggio studio perchè sono aggiornato, adesso mi cerco una tana dove rinchiudermi, senza leccarmi le ferite. Voglio un pertugio, un buco dove nascondermi e stare zitto 10-15-20 giorni e vorrei anche non ascoltare quindi spegnerò il telefonino e non mi troverete. Ho bisogno di raccogliere le idee, ma questo episodio è stato decisivo per decidere che non potevo essere più il ds della Roma. Questa è stata la cosa che mi ha fatto dire 'basta'.

Ci spiega il ruolo di Franco Baldini? Massara è una scelta definitiva?
Massara potrebbe essere il direttore sportivo della Roma per altri 10 anni come io auspico ma ho detto 'per adesso c'è' perché è una decisione repentina. Massara meriterà di fare questo mestiere a lungo perchè è un ragazzo serio, onesto e competente. Il ruolo di Franco Baldini è meglio che ve lo spieghi lui o . Ci siamo confrontati prima di accettare questo incarico e mi ha chiesto se io avessi provato fastidio per questa cosa e gli ho detto di no perché le mie decisione erano già state assunte quindi è un grande acquisto per la Roma fatto salvo che è notoriamente un massone, fatto salvo che notoriamente
lo è poi per Gandini prepareremo un nuovo dossier, sistemeremo tutti e terremo cosi la Roma ad un livello molto basso (ride, ndr).

Il direttore sportivo fa poi una divagazione sulle commissioni
Ma quanto avete ridacchiato sulle commissioni? Ma quante battute avete fatto? Quante allusioni avete fatto? Le commissioni funzionano così. Con le commissioni si acquistano i calciatori perchè c'è la parcellizzazione di alcuni giocatori in alcuni territori e allora io pago una commissione per acquistare un giocatore. Queste allusioni, questi risolini, queste battute... E che fine fa la commissione? Dove sono le vacanze nelle isole che gli agenti vi offrono, le tagenti?. Le commisioni le ha prese chi le doveva prendere. Non ci sono prebende per nessuno alla Roma. Dite ai tifosi che la Roma qualche c*zzata le fa, ma è una società onesta, io sono un uomo onesto. Questi individui venissero in tribunale con me a fare i risolini, le battute, le allusioni e le supposizioni... E tirassero fuori i fatti. Si mettessero in associazione, potremmo chiamarli "Cialtroni & Co.", poi vengano contro di me. Venite con me, giocatevi i vostri soldi con me in tribunale. Perché io non li darò in beneficienza, me ne andrò a Roulettenburg (la città immaginaria in cui è ambientato "Il giocatore" di Dostoevskij, ndr) e mi gioco la spina dorsale alla roulette fin quando non avrò perso l'ultima fiches acquistata con i vostri soldi. Vacanze a Ibiza pagate, con signorine a pagamento... Questi signori la facciano finita, oppure davanti alle telecamere si alzassero in piedi e venissero in tribunale con me.

Ha già pensato a una nuova destinazione dopo la Roma?
Essendo io un incosciente, non ho nessuna offerta. Sono da oggi pomeriggio un disoccupato. Voglio lavorare, perché per me la vita è un corollario, è una cosa relativa. Vivo solo se lavoro e se faccio il mio mestiere. Non guardo alle grandi società perché un bel panino con la mortadella vale quanto il caviale. L'importante è che possa fare il mio calcio.

Non pensa che la Roma abbia sbagliato il suo bersaglio? La gente non si affeziona più ai calciatori...
non è un tappo in senso deteriore, ma il fatto è che gli altri restano in penombra, non maturano. Mi chiedo perché. Il calcio moderno si vendono calciatori per questioni di bilancio. Non vedo perché non ci si possa affezionare a
, , a
e a tanti altri. Vi affezionerete a Bruno Peres, la palla che ha messo a Edin, basterebbe da sola... Il calciatore è costretto a essere ceduto dalle società per una questione salariale insormontabile. Io son tanto affezionato ai miei calciatori, non vedo perché non lo possano essere gli sportivi

Le è mai capitato se qualcuno le suggerisse chi comprare? Il giocatore che non è riuscito a comprare?
Ne avrei presi un centinaio. Ci sono stati calciatori che mi ha fatto male vendere. Ne cito uno perché è un caso specifico. Cedere Lamela mi ha ucciso perché la mia era stata una provocazione: quando ho ritenuto di poter essere il ds della Roma ho imposto questa operazione, perché immediatamente volevo che la Roma desse subito un segnale di forza e intercettasse un predestinato, come a dire ci siamo anche noi, adesso arriveremo noi in tutti i mercati. Fu un'operazione, complicata, inquinata e alla 7a giornata si è presentato con un gol al Palermo straordinario, poi con Zeman è molto migliorato. Venderlo è stato un grande dolore, edulcorato dallo stato d'animo di aver comprato subito uno ritenuto più forte. C'è sempre qualcuno che mi suggerisce chi comprare, poi puntualmente non lo faccio. Anche se una volta in 20 anni mi è capitato.

Ha la sensazione che si sia stufato della Roma?
No non penso proprio che si sia stufato della Roma. Credo sia un privilegio per lui e lo faccia con passione. Lo stadio non è una speculazione, ma sa perfettamente che darebbe una percentuale più alta per essere competitivi a livello internazionale. Sta già migliorando visto che perde un ds discutibile come me. Ha idee e speriamo che abbia la fortuna per mettere in pratica. Signori, è stato un enorme piacere. In bocca al lupo a tutti