COLE: "A Roma mi sento libero come un uccello. Mi piacerebbe sciare e fare il talent scout"

20/07/2015 alle 17:08.
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HERALDSUN.COM.AU - Il mese scorso, quando Ashley Cole è tornato a Londra, si è ricordato perché ha scelto di andarsene un anno fa. Roma è una metropoli, capitale e sede di alcuni dei più grandi club del paese, luogo ideale per il terzino sinistro. Cole era stato il capro espiatorio dei tabloid dopo il suo controverso passaggio dall' al Chelsea nel 2006, ma a Roma ha potuto assaggiare nuovamente la libertà. Cole stesso ha definito - ai microfoni del tabloid australiano - liberatorio il suo passaggio a Roma:
"Certo, mi sveglio ogni mattina nuovo, libero come un uccello. So che non ci saranno storie spazzatura se vai in discoteca. Avevo alcune offerte in Premier League, ma non volevo rimanere. Ho pensato che fosse giunto il momento di partire e godermi una cultura diversa".

Ed è stato così?
"Per metà sì"

Stai affrontando meglio le critiche - siano esse vere o false - rispondendo sul campo?
"Quando ho letto quello che scrivevano i giornali, il campo è stato il miglior luogo dove rispondere, per allontanarmi da quello che dicevano. Ciò che amo fare è giocare a calcio, volevo tornare a farlo. Non mi piace leggere i giornali, non leggo le notizie"

Hai qualche rimpianto?
"Non direi rimpianti, ci sono delle cose che non avrei dovuto fare ma dipende da che punto di vista le consideri. Forse certe cose accadono per un motivo. Ho messo alle spalle il passato e ora sto cercando di godermi gli ultimi anni di carriera e la vita dopo il calcio".

Le differenze culturali tra l'Inghilterra e l'Italia sono intriganti?
"La cultura inglese è esagerata, in Italia c'è uno stile di vita più rilassato: vai a cena fuori, ti gusti un bicchiere di vino. In Italia è accettato fumare, in Inghilterra vieni crocifisso".

Partito titolare, Cole ha perso il suo posto nell'undici iniziale dovendo lottare per adeguarsi alla fisicità della Serie A.
"In Premier League - confida il terzino - ci sono ali più esili mentre qui in Italia le squadre sono più difensive anche se, talvolta, devi marcare un giocatore imponente, dovendo essere costretto ai raddoppi. Forse erea un calcio troppo fisico per me e non ero ancora pronto".

Cole, che compirà 35 anni a dicembre, ha detto che farà la maggior parte delle cose che non ha fatto in carriera una volta terminato con il professionismo:
"Mi piacerebbe fare lo scout, andare a vedere le partite e provare a scoprire diamanti grezzi. In primo luogo, però, vorrei prendermi un anno di pausa per rilassarmi un po'. Sono stato in tantissimi paesi bellissimi ma non ho mai avuto modo di visitarli. Mi prenderò una pausa, farò un po' di sci. Non mi è mai stato permesso di farla, è un'attività che viene preclusa dai contratti di un calciatore professionista. Non ho potuto mai farlo neanche da bambino. Non credo che sarò bravo, ma mi piacerebbe provare".

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