Lazio, Diaconale: "Cori razzisti? Psicosi mediatica contro di noi". Gli Irriducibili: "Basta, siamo un bersaglio facile"

12/01/2019 alle 17:27.
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Arrivano le prime reazioni all'episodio dei cori a sfondo razzista e antisemita partiti dalla Curva Nord durante Lazio-Novara di Coppa Italia. Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione del club biancoceleste, ha parlato così dell'episodio: «C'è una psicosi in atto che è anche pericolosa e danneggia oggettivamente l'immagine della società, e questo è inaccettabile. Premetto che tutti i cori razzisti e antisemiti vanno condannati, detto questo la stragrande maggioranza dello stadio Olimpico, compreso me, non ha sentito nulla: che qualche collega giornalista lo abbia sentito non lo metto in discussione ma vuol dire che c'è stata semmai una ristrettissima parte di tifosi. Oltretutto tutto questo è rischioso perché si presta a strumentalizzazioni, qualsiasi gruppo voglia esercitare ricatti e pressioni basta che si mette lì e dice fesserie. Gonfiata la psicosi diventa lo stadio che fa cori razzisti, non è così».

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«Faccio parte di quel 98% di quei spettatori che i cori non li ha sentiti - ha proseguito Diaconale in un secondo intervento - Non metto in discussione né la buona fede né tantomeno l'udito di chi li ha ascoltati. Se ci sono stati la società condanna qualsiasi tipo di coro razzista e antisemita, ma bisogna anche valutare le dimensioni del fenomeno, senza ingigantirlo»

«Credo - ha aggiunto Diaconale - ci sia una forma di psicosi che gonfia episodi e questioni marginali e minoritari e apparentemente inesistenti in questioni gigantesche. Ho letto i cori nello stadio, come se tutto lo stadio avesse fatto cori razzisti. Viviamo in un ambiente particolare in cui le notizie possono girare in tutto il mondo e danneggiare l'immagine della società». Tra i cori incriminati, quello «questa Roma qua sembra l'Africa»: «Per fare una battuta - rileva Diaconale nella sala stampa dell'Olimpico dopo la partita - non vorrei che gli africani si indignassero per come è ridotta Roma in questo periodo. Trasformare questa battuta in un episodio clamoroso è qualcosa di molto grave. Invito a dare la giusta collocazione per episodi del genere. Se poi ci sono piccolissimi gruppi che possono approfittare della psicosi mediatica, in modo da sottoporsi all'attenzione generale, può essere che ci sia, ma non bisogna favorire questi tentativi al di fuori della loro reale identità». 


«Io di cori non so niente, allo stadio non c'ero, sono diffidato... Però nessuno mi ha chiamato, nessuno mi ha detto niente e a dire la verità che ci siano cori a Lazio-Novara mi pare strano... Se poi uno sente il tifoso accanto dire una cosa e dice che sono i cori della curva...». Così all'agenzia di stampa si è espresso il capo degli Irriducibili della Lazio Fabrizio 'Diabolik' Piscitelli commenta il 'giallò sui cori antisemiti che sarebbero partiti dalla curva durante la partita di Coppa Italia Lazio-Novara. «I tifosi della Lazio - aggiunge Piscitelli - oramai sono un bersaglio facile ma noi ci siamo stufati. Andremo sempre controcorrente, tanto chiunque si alza può dire di tutto di noi. Addirittura, quando hanno fatto i manifesti contro di noi hanno detto che ce li siamo fatti da soli... Che c'è da dire? Se sei indifendibile, non ti difendi nemmeno. Comunque non è che i cori mi scandalizzino. Non è reato fare i cori. E il calcio, purtroppo, e dico purtroppo, non è il rugby». 

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