Olimpico, D'Angelo (questore Roma): "Curve ridotte a 7500 posti. La situazione era inaccettabile. Stadio obsoleto, non si giochino di sera i match a rischio"

28/07/2015 alle 13:10.
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«A partire da quest'anno lo stadio Olimpico avrà le curve ridotte. Si passa da 8.700 posti a 7.500 posti». Lo annuncia il di Roma, Nicolò D'Angelo, nel corso della conferenza stampa in cui si è presentata l'ordinanza sul nuovo «modello organizzativo per la sicurezza degli incontri di calcio», firmato subito dopo la pubblicazione dei nuovi calendari di serie A. - Da oggi in poi in curva dovrà essere garantito l'accesso al corridoio centrale, «come previsto dalla legge», puntualizza il aggiungendo che sarà inoltre creato maggiore spazio ai lati del settore dove non potranno sostare i tifosi.

Le curve a capienza ridotta dovrebbero debuttare dunque già nella prima giornata del campionato di serie A, in programma il 23 agosto, quando la Lazio ospiterà il in casa. Per la , quella dei tifosi romanisti, il debutto sarà invece per la settimana successiva, quando all'Olimpico arriveranno i campioni d'Italia della .

«La situazione delle curve allo stadio Olimpico è inaccettabile. Si mette in pericolo l'incolumità degli spettatori - ha sottolineato il della Capitale - Il nostro obiettivo è quello di permettere a tutti di guardare la partita in sicurezza. Serve una migliore distribuzione dei tifosi. A fine campionato abbiamo aperto un'indagine su alcuni steward, 7 o 8, per mancati interventi, come scavalcamenti nelle curve in loro presenza».

Le nuove curve a capienza ridotta dello stadio Olimpico saranno divise «in due sottosettori già nella fase di prefiltraggio. I controlli nei confronti dei tifosi - spiega il - cominceranno al di fuori dei tornelli attraverso un apposito corridoio con le cosiddette betafence (recinzioni di metallo anti-scavalcamento) all'esterno delle curve. Abbiamo anche previsto l'innalzamento delle barriere che separano i settori continui alle curve. Per le partite di calcio allo stadio Olimpico non siamo disposti a tollerare una situazione come quella dell'anno scorso, quindi stiamo predisponendo un miglioramento della video sorveglianza e siamo in attesa delle autorizzazioni per introdurre i tornelli biometrici. L'area di prefiltraggio dell'impianto, contrariamente a quanto prescrive la normativa di settore, consente la circolazione sull'intero perimetro e quindi agevola coloro che vogliono esercitare pressione sui tornelli per accedere in altri settori»

«Lo stadio Olimpico non si presta dal punto di vista logistico, è obsoleto. Ci auguriamo che presto si arrivi ad un nuovo stadio che contribuisca a migliorare l'afflusso dei tifosi e la distribuzione delle forze dell'ordine. L'impianto si trova in una posizione non buona, con folta vegetazione nelle vicinanze. Per questo chiediamo che le gare ad alto rischio non vengano giocate di sera, quando è molto più difficile per i nostri uomini il controllo tra la vegetazione».

Il rende poi noti alcuni dati: sono 184 i proveddimenti di 'Daspo' emanati nella stagione calcistica 2014/2015, rispetto agli 80 dell'anno precedente.  98 di questi riguardano il primo semestre del 2015, sono 70 quelli notificati nel mese di luglio e 11 le persone già identificate per le violenze avvenute in occasione dei disordini a Casale di San Nicola, nel quadrante nord della à, in occasione dell'arrivo di un pullman con rifugiati. Complessivamente sono state 180, invece, le sanzioni amministrative per un totale di oltre 30 mila euro. «Continueremo ad avere il pugno duro contro i violenti» ha detto il D'Angelo. Incrementato nella scorsa stagione calcistica all'Olimpico il numero delle forze di polizia impiegate e soprattutto per le gare della Roma passando da circa 9.500 a oltre 13.000.

«Nelle curve deve esserci solo colore e passione. Dobbiamo sradicare i violenti. La casistica delle illegalità registrate allo stadio Olimpico - spiega D'Angelo - è alimentato da un degrado culturale diffuso nel comportamento degli spettatori che necessita di un approccio integrato - quindi non meramente di polizia - idoneo ad intervenire sulle cause alla base di simili comportamenti»