
IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - Se lallenatore della Roma fosse stato ancora Fabio Capello, uno che ha un occhio di riguardo per la scaramanzia applicata al calcio, allora Leandro Greco rimarrebbe titolare nella Roma per molto e molto tempo.
Alzi la mano chi non ha pensato: «ma perché?». La risposta è arrivata appena due minuti dopo quando il centrocampista giallorosso, uno che il suo esordio in prima squadra lo aveva fatto con Bruno Conti in panchina nel 2005 ma che poi aveva collezionato pochi minuti di serie A e tanta provincia, con un gran diagonale ha segnato il gol dell1-3. In quel preciso momento Claudio Ranieri, e non solo lui, si è reso conto di avere a disposizione un calciatore in più nella rosa, una risorsa su cui contare non solo quando gli assenti sono più dei presenti, ma anche quando cè possibilità di scelta. E Ranieri, infatti, ha scelto dopo 39 minuti nel derby di mandarlo in campo, sempre al posto di Menez, che aveva problemi fisici. Seduti al suo fianco il tecnico giallorosso aveva Pizarro, che non era in perfette condizioni fisiche, Brighi (che poi è entrato nel secondo tempo) e anche Baptista che eventualmente avrebbe potuto giocare in quella posizione.Ma ha scelto Greco, e ancora una volta è stato ripagato nel migliore dei modi dalla prestazione dellex capitano della Primavera giallorossa che non solo non ha tradito la minima emozione nello scendere in campo in una gara così importante, ma ha dimostrato una personalità insospettabile fino a qualche settimana fa. E che gli è valsa la conferma, tre giorni dopo, contro la Fiorentina: questa volta Ranieri lo ha fatto giocare titolare, a sorpresa visto che in panchina sono rimasti sia Perrotta sia Brighi, entrato nel finale al suo posto ma solo perché aveva i crampi. Sabato sera a Torino con la Juventus stesso copione: escluso
da tutte le formazioni della vigilia, a vantaggio di Brighi, è sceso in campo dal primo minuto al fianco di De Rossi.
Un compito non facile, visto che davanti a lui in campo cera un certo Alberto Aquilani, un giocatore che Leandro conosce dai tempi del settore giovanile e al quale si è ispirato a lungo quando il Principino giocava e si allenava a Trigoria. Un po lo ricorda pure, Aquilani, ma la sua speranza in questo momento è quella di un finale diverso rispetto al suo ex compagno di squadra che per affermarsi è dovuto andare via da Roma. Lui, Greco, è già andato e tornato parecchie volte e in estate sembrava dovesse partire di nuovo. Poi è rimasto perché non cè stata nemmeno una squadra di serie A che lo ha voluto: e chissà che alla fine, questo, non sia stato un bene. Per lui, ma soprattutto per la Roma.