Roma: 04 Feb 2012 // h. 19:47  
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"Torna presto roscio giallorosso"



IL ROMANISTA (D. GIANNINI) - «TI ASPETTO grande roscio giallorosso». Si conclude così il messaggio che Francesco Totti ha inviato a John Arne Riise facendogli gli auguri per un pronto ritorno in campo dopo l’infortunio di lunedì scorso. Un violento colpo alla testa nell’allenamento di lunedì con la sua nazionale che gli ha fatto perdere conoscenza. Portato d’urgenza in ospedale, gli è stata diagnostica una commozione cerebrale. Insomma, con quella botta ricevuta dal compagno Espen Ruud, Thunderbolt ha rischiato veramente grosso. «Daje John! Nessuno è più duro di te – gli ha detto per rincuorarlo il capitano romanista attraverso il suo sito personale -. Quello che stenderebbe gli altri per te è solo roba da qualche giorno di riposo. Comunque amico, la cosa che conta davvero è che tu stia bene. Torna presto roccia. Ti aspetto grande roscio giallorosso». Torna presto, dice Totti. E se fosse per Riise quel presto sarebbe adesso, subito. Perché John non ce la fa proprio a restare tranquillo. I medici gli consigliano di restare a riposo, ma il calcio è la sua passione e così martedì non ha potuto fare a meno di guardare almeno dalla tv la partita della Norvegia che nelle qualificazioni europee ha battuto il Portogallo per 1-0 portandosi al comando del girone a punteggio pieno. John avrebbe voluto giocarla quella partita, come avrebbe voluto esserci sabato sera contro il Cagliari. E invece non sarà così perché dovrà restare a riposo ancora a lungo, circa un mese. Giusta cautela, perché con i colpi alla testa non si scherza. E quello che ha ricevuto lui non è stato da poco. Martedì aveva raccontato di non ricordare nulla dell’incidente e ieri è tornato a dare dettagli sulle sue condizioni di salute. «Mi hanno fatto molte domande su come sto – ha raccontato Thunderbolt -, ma i medici mi hanno consigliato di non parlare con la stampa e così ho pensato che la cosa migliore fosse quella di dare alcune informazioni attraverso il mio blog. Ora mi trovo nel mio appartamento a Oslo, dove ho trovato mia moglie e mia figlia Emma. Ha significato molto per me incontrarle di nuovo dopo quello che era accaduto il giorno precedente. Ho anche fatto una bella chiacchierata con mia figlia Ariana che vive ad Alesund (la sua città d’origine, ndr)». E’ tranquillo Riise, ma come si sente? «Ieri notte (martedì, ndr) in ospedale ho fatto un bel sonno. Anche se mi hanno svegliato per tre volte per farmi dei controlli. Dopo colazione il primario è venuto da me e mi ha dato il via libera per tornare a casa». Le sue condizioni migliorano, ma col passare delle ore forse John comincia a rendersi conto di quanto l’incidente sia stato pericoloso. E così dice grazie a tutti quelli che lo hanno aiutato: «Voglio cogliere questa occasione per ringraziare alcune persone per il loro sostegno, il loro aiuto e il loro incoraggiamento. Non mi ricordo cosa è successo esattamente, ma mi è stato riferito che i primi soccorsi li ha portati Morten Gamst Pedersen, per questo voglio ringraziarlo per il suo intervento. E con lui, ovviamente, anche il nostro medico della nazionale, Thor Einar, e tutto il suo staff. Vorrei fare anche i complimenti ai medici dell’ospedale Ullevål per come mi hanno trattato! Sono stato curato al meglio e mi sentivo al sicuro per tutto il tempo che ho trascorso lì. Ho ricevuto molti messaggi di sostegno e di incoraggiamento. Questo signica molto per me». «Sono triste di non poter giocare – ha proseguito Riise a poche ore dalla partita col Portogallo - ma guarderò la partita da casa».

Detto, fatto. E così poco dopo John è tornato ad aggiornare il suo blog: «Che vittoria – ha scritto – Non sono riuscito a vedere tutta la partita perché era molto emozionante e ho avuto un po’ di mal di testa ogni tanto, ma sono veramente felice del risultato. Sono molto orgoglioso dei miei compagni». Parole di elogio anche per il suo sostituto di ieri: «Penso che Espen Ruud abbia fatto molto bene sulla fascia sinistra. Lavorerò duramente per tornare in campo il prima possibile, per non perdere troppe partite. E’ veramente frustrante non poter giocare». Scalpita il norvegese volante. Ma le sue condizioni non sono ancora delle migliori. Se un duro come lui ha dovuto smettere di guardare la partita in tv per il mal di testa, vuol dire che la commozione cerebrale ancora si fa sentire. E che i tempi saranno lunghi. Quanto? Difficile dirlo con esattezza. John dovrebbe tornare in Italia non prima di lunedì. In questi giorni sarà sottoposto ad ulteriori esami alla testa per controllare che il recupero stia procedendo per il meglio, ed altri li farà al Gemelli una volta che sarà arrivato nella Capitale. Solo a quel punto si potranno cominciare a fare delle tabelle per il rientro. Che in ogni caso non dovrebbe avvenire prima di ottobre, magari nella partita contro il Napoli al San Paolo (in programma il 3) o più probabilmente in quella del 17 contro il Genoa all’Olimpico. Senza forzare troppo, perché con la testa non si scherza. «Credo che John si stia riprendendo nel migliore dei modi - ha detto il fratello di John, Bjorn Helge -, anche se i medici gli hanno consigliato di affrontare la guarigione con la giusta cautela e quindi è probabile che ci voglia un mesetto prima di rivederlo in campo». Un mese. Il problema sarà convincere John a starsene tranquillo per un po’. Perché per lui due giorni senza calcio sono già una frustrazione.

09-09-2010










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