Adesivi di Anna Frank in Curva Sud. A rischio processo in 14

01/03/2018 alle 07:48.
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LEGGO (D. M. RUFFOLO) - Punto di svolta nell’inchiesta sugli adesivi raffiguranti Anna Frank con indosso la maglia della Roma con cui, nel mese di ottobre del 2017, era stata tapezzata la dello stadio Olimpico. Appena 24ore fa è arrivato l’avviso di conclusione indagini a firma del procuratore aggiunto Francesco Caporale e ora 14 persone, ritenute responsabili dell’accaduto, rischiano di finire sotto processo. Tra loro spicca il nome di un 20enne romano, attivista di estrema destra, che risulta coinvolto anche nel sit-in sotto la sede di Repubblica che nell’irruzione nella trasmissione “Di Martedì” condotta da Giovanni Floris. Ai 14 indagati la Procura di Roma contesta il reato di violazione della legge Mancino che disciplina la discriminazione per motivi razziali, etnici o religiosi. Tutto è accaduto in occasione del match di serie A di ottobre del 2017 tra Lazio e Cagliari. In quell’occasione la curva nord, cuore del tifo biancoceleste, era stata chiusa dalla giustizia sportiva per alcuni episodi di razzismo. Così i supporter laziali, decisi a non mancare all’appuntamento e intenzionati a spingere la propria squadra alla vittoria, sceglievano di acquistare i biglietti per la . Qui un piccolo gruppo di supporter biancocelesti decideva di tappezzare di slogan, insulti e le ormai tristemente note immagini di Anna Frank, la casa del tifo romanista. Un «atto disumano e allarmante», come fu definito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’immediatezza dei fatti, su cui si concentravano le indagini da parte della Digos. In particolare gli agenti prendevano i filmati delle videocamere di sorveglianza dello stadio e anche grazie alla collaborazione dei colleghi della polizia Scientifica e del commissariato Prati, analizzandoli frame dopo frame, riuscivano ad identificare i 14 indagati che, in larga misura, sono risultati appartenenti al gruppo ultrà degli “Irriducibili”. Sulla stessa vicenda si era attivata anche la giustizia sportiva che, dopo aver analizzato il caso, aveva inflitto una multa di 50mila euro alla Lazio a fronte di una richiesta di 2 turni a porte chiuse (quindi anche il Derby….) che era stata formulata dal procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro.