La squadra oltre ogni alibi

03/02/2018 alle 09:56.
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(..) Se una squadra è in crisi che tipo di avversari si augura di avere di fronte nelle due partite in cui non si può più sbagliare niente? Diciamo contro le ultime due squadre del campionato? E magari anche quelle che hanno dimostrato di avere le difese colabrodo? Ecco, tra domani (Verona, ore 12,30) e domenica prossima (in casa col Benevento, ore 20,45) la Roma affronterà le ultime due squadre della serie A i cui portieri hanno finora raccolto nelle proprie porte qualcosa come 94 palloni (45 i gialloblù, 49 i giallorossi campani). All'andata del resto la Roma ottenne effetto balsamico proprio dal crescendo di impegni che il calendario le propose dopo quell'incerto avvio di stagione, tra la poco convincente vittoria di Bergamo, la sconfitta con mille rimpianti con l', il rinvio della sfida di Genova, appena recuperata, e il pareggio modesto con l'Atletico  (che quel giorno sembrò di un altro pianeta e invece oggi è in Europa League). In invece c'è ancora la Roma e ancora una volta il calendario piazzerà l'impegno internazionale proprio dopo tre partite di riscaldamento (Verona, Benevento e Udinese). All'andata, la Roma in queste tre sfide segnò dieci gol e ne incassò una al tramonto della terza e tanto bastò per fare andare  su tutte le furie. (..) Per aiutare il destino, però, ora è necessario l'intervento dei calciatori. E così torniamo al discorso di partenza. Perché la società ha cominciato il suo percorso di autocritica e di apertura nei confronti dell'esterno, l'allenatore (al netto dei fantasiosi racconti sui suoi tentativi di smarcarsi dalle responsabilità mostrando i dati della produzione offensiva della sua squadra, tipico esempio di come i media spesso riescano a rigettare ogni tentativo di approfondimento "culturale" che scenda al di sotto della superficie visibile a tutti) è macerato dai dubbi e sicuramente deluso da se stesso eppure è convinto di poter dare le indicazioni giuste alla squadra per uscire dalla crisi e dunque ora tocca ai calciatori fare la loro parte, senza chiacchiere e selfie social, ma con la testa e le gambe giuste per poter rimediare ad una situazione incresciosa. (..) Una squadra, in quanto tale, risponde in blocco e non per singole responsabilità. Quelle, semmai, vanno individuate all'interno dello spogliatoio. Ma se è vero quello che ci hanno raccontato in quei sei mesi mirabolanti allora non può essersi perso tutto nei selfie alle Maldive o nelle chiacchiere di mercato. Il gruppo è quello (con in meno un Palmieri e un Moreno, in totale 242 minuti di campionato giocati, e con in più un Jonathan Silva, 4 presenze nel campionato portoghese dall'inizio, l'ultima il 5 novembre, e un , 9 presenze in serie B dall'inizio, l'ultima il 4 novembre) e anche numericamente non è stato toccato. La squadra ha mostrato di sapere giocare bene. Ora basta alibi, è il momento di ripartire. Ricomincia da tre. Verona, Benevento e Udinese. All'andata ha portato bene.

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(Il Romanista - D. Lo Monaco)