IL PUNTO DEL LUNEDI' - CARMELLINI: "Di Francesco manda in bambola la Roma" - BUFFONI: "Nessuna reazione dai calciatori alle sue dichiarazioni"

26/02/2018 alle 11:01.
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La Roma cade col Milan e precipita al 5° posto, dietro Lazio e , ora rispettivamente terza e quarta forza del campionato. "Per la Roma è un stop pesante, sotto tutti i punti di vista. Fondamentale sarà individuare al più presto responsabilità e soluzioni" scrive Massimo Caputi.

Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.

 

IL MESSAGGERO (M. CAPUTI)

Il rinvio di -Atalanta regala ulteriore pathos al duello scudetto tra il e i bianconeri. Qualsiasi sarà il risultato a Cagliari della squadra di Sarri avremo una situazione virtuale, dagli imprevedibili risvolti tecnici e psicologici. Assolutamente credibile è invece la classifica della zona retrocessione, quanto mai ravvivata dai risultati domenicali, e quella con vista . Se l' si è presa con il Benevento un'indispensabile boccata di ossigeno senza manifestare segnali di ripresa, la Lazio ha sgomberato ogni dubbio sulle sue condizioni. [...]

Oltre a ritrovare il terzo posto, le notizie per Inzaghi sono tutte positive, a cominciare dal turn over mirato. Ovvio che tutto diventa più semplice quando in campo brillano le stelle di Immobile e Milinkovic-Savic. Il serbo è imponente, un concentrato di classe e forza fisica dalle quali scaturiscono giocate illuminanti e gol d'autore. I numeri di Immobile sono impressionanti: 23 reti in 23 gare di campionato e un totale di 32 gol in altrettante gare giocate. La Roma, ora quinta, torna invece a inseguire e con il fiatone, battuta ancora una volta all'Olimpico (5 sconfitte). Il Milan è in un ottimo momento, come dimostra la striscia positiva di 12 risultati, ma la Roma, crollata nuovamente nella ripresa, ha molte colpe sue. Per la Roma è un stop pesante, sotto tutti i punti di vista. Fondamentale sarà individuare al più presto responsabilità e soluzioni.


IL TEMPO (T. CARMELLINI)

Di Francesco cambia, ma perde di nuovo: lui la testa e la faccia, la Roma la partita, treno e molto altro. Dopo il ko in Ucraina i giallorossi rimediano un’altra sonora sconfitta, stavolta in campionato dal modesto ma comunque concreto Milan di Gattuso che non fa altro che aspettare: e poi colpire una squadra spenta, che continua a giocare senza tirare in porta e a fare una fatica enorme nel fare anche le cose più scontate. E meno male che c’è  (ancora una volta il migliore in campo dei suoi) altrimenti finiva in goleada. Una Roma a tratti imbarazzante che rimedia la quinta sconfitta casalinga in campionato a un ko dalla peggiore stagione dal dopoguerra ad oggi (solo una volta ne aveva subite 6). Bel record per che è l’artefice di quanto visto ieri sera all’Olimpico: perché il pesce puzza dalla testa… sempre. Forse su di lui si era fatto il passo più lungo della gamba, perché ieri è sembrato proprio in confusione: unica cosa giusta della serata il cambio di  che forse però non avrebbe dovuto nemmeno giocarla se stava così.

Addio , addio sogni di gloria, perché questa sconfitta vale due posti in classifica e d’un tratto la Roma si ritrova quinta in classifica, fuori dai posti per l’Europa che conta. Insomma fuori da tutto, se non aggrappata a quel ritorno degli ottavi di che la sconfitta in Ucraina però fanno apparire come l’ennesimo spauracchio (se poi la squadra è questa inutile giocarla). cambia modulo e manda in bambola i suoi. Poi mette Schick per , Pellegrini per e per , ma senza i tre «veterani» non sembra andar meglio: anzi, va esattamente allo stesso modo se non peggio. Perché manca tanta roba, troppa. Reparti scollati, che esce tra i fischi con l’ennesimo, meritatissimo, quattro in pagella, peggiore in campo a palette: forse anche a lui sarebbe il caso di dare un po’ di respiro (ammesso che sia quello di cui ha bisogno e non di smetterla con le serate). L’opinione non cambia: puoi fare tutto nella tua vita se poi in campo fai il tuo dovere, altrimenti ti esponi alle critiche: giuste e legittime di chi paga il biglietto per venire allo stadio a tifare. Ieri la Roma è riuscita nell’ardua impresa di far sembrare il Milan una squadra e quella coppia di pippe difensiva Bonucci-Romagnoli, un binomio di fenomeni. E basta anche con le teorie sulla sfortuna perché alla Roma non ne va mai dritta una, perché gli dice sempre male e mai un rimpallo, e mai una cosa che gira dritta e mai qui e mai là… Ma basta! Basta con gli alibi, questa squadra deve farei conti con se stessa e prendere coscienza del fatto che è tutt’altro che una banda di fenomeni. E da qui in avanti si ritroverà a combattere con squadre che hanno molta più voglia e «palle» di lei a combattere per un posto in Europa League, altro che . Perché sabato & Co. vanno a e quelle davanti prenderanno il largo. Banale ma inevitabile.


CORRIERE DELLA SERA (M. SCONCERTI) 

 

Forse a Roma è nata una stella. Con quella sua aria da meridionale accorto, con le sue flotte di pescherecci che ogni notte invadono il mare, Gattuso assomiglia sempre più al vecchio Rocco e alle sue macellerie triestine. La stessa umanità diretta, quel suo calcio pratico un po' influenzato dalle grandi platee ma fondamentalmente corretto, equilibrato dal campo e da una sincerità decisa. Il Milan a Roma è stato una grossa squadra non solo per come ha vinto, ma per come non ha mai fatto giocare la Roma. Non è facile, la Roma ha di solito ondate di gioco travolgenti, che poi muoiono all'alba, ma di regola esistono. Il Milan non ha mai fatto costruire niente all'avversario. [...]

Ma questo Milan ha la forza della normalità, ha costanza e tocchi di classe. E molto miglioratile ma anche molto promettente. La vera cosa che non mi quadra nel suo progetto è il ricorso alla borsa cinese per fare contanti. Nessuna squadra è diventata ricca con la borsa perché nessun investitore classico metterebbe mai un dollaro su una materia labile come il calcio. La è partita da quasi quattro euro ed è a o,80 per azione. Roma e Lazio sono partite da oltre cinque e sono a 0,50. Molte grandi squadre inglesi sono entrate e uscite dal listino perché non è cosa da investitori, è roba da tifosi. E poche volte chi fa soldi con la borsa li mette poi nella società. Non Sensi, che annunciò di voler rientrare, non la che mise nella squadra solo il 40 per cento. È in questo che diffido dei cinesi. Ma la squadra è buona, ha molti sintomi di una futura grande squadra. Se non sbaglia i prossimi due acquisti può prendere perfino la malattia.

 



LEGGO (R. BUFFONI)
La caduta della Roma è fragorosa. non ha avuto la benché minima reazione alle sue sferzate dialettiche dopo il secondo tempo buttato a Kharkiv in . Tornare al e lanciare dal primo minuto Schick non è servito a un gruppo di giocatori scarichi. E l’effetto Under non poteva essere eterno. Contro un Milan tre volte più pimpante è arrivato il quinto ko casalingo, che rimanda la Roma fuori dalla zona Burian ha fatto da guastafeste. Il vento siberiano che ha portato la neve su Torino impedendo lo svolgimento di -Atalanta, ha un po’ rovinato il prossimo weekend calcistico, quello “della verità”. Sabato, infatti, ci saranno Lazio- nel tardo pomeriggio e, in serata, -Roma. Partite che valgono doppio perché influiranno sulla corsa scudetto e su quella per il terzo e quarto posto, che significano qualificazione alla prossima . Corsa, quest’ultima, a cui partecipa già l’ e a cui ora potrebbe iscriversi il Milan. E domenica, a urne elettorali aperte, a San Siro c’è il derby.

GASPORT (L. GARLANDO)
(..) La Roma, dopo gli schiaffi di , ha punito con la panca i Senatori deludenti, ma si è trovata ancora più nuda davanti alle sua paure. Schick non può ancora fare . Spenta la luce di Under, è stata notte fonda. Da una parte un Milan dall’empatia granitica (mister, squadra, società, tifosi), dall’altra la solita Roma dilaniata dalle forze centrifughe e autolesioniste. Giusto che la Lazio sia terza. Col ha confermato i suoi punti di forza: Immobile, cannoniere del torneo; Milinkovic Savic, miglior giocatore del campionato; Inzaghi, mister che sa pilotare e motivare.  (..)

LA REPUBBLICA (G. MURA)

(..) Il gol di Calabria sembra un omaggio a Gattuso, su cui urge ritoccare alcune valutazioni. Il Milan che vince e convince non può dipendere solo dalla grinta, dal tremendismo atletico, dall’attaccamento all’osso di Gattuso. A una squadra smarrita ha dato prima un carattere, qualcosa di simile all’orgoglio di appartenenza, e poi un gioco. Il tutto in un clima societario non ideale, dunque il coefficiente di difficoltà gli aumenta il voto. Aveva di fronte una Roma affamata di riscatto, dopo Kharkiv. non ha badato a mezze misure: in panca , e . La Roma parte meglio, poi pian piano si spegne: vecchio difetto. Con l’obbligo di recuperare dopo il gol del solito Cutrone, toglie uno spento per , mossa che si rivelerà del tutto errata. Voleva rinforzare l’attacco, ma indebolisce il centrocampo. Ed è a questo punto che il Milan si scatena e piazza due-tre azioni bellissime in contropiede, sempre in superiorità numerica. Nella prima, salva su Romagnoli, nella seconda fa centro Calabria su assist di Kalinic. Particolare interessante: due volte un difensore lanciato in fase conclusiva. Adesso il Milan è una squadra vera. (..)