Il codice tv di Mediapro: "L’erba? Uguale per tutti"

07/02/2018 alle 08:12.
telecamere-campo

LA REPUBBLICA (S. SCACCHI) - Non solo registi e produttori. I diritti tv della Serie A 2018-21 coinvolgeranno anche i giardinieri. Il nuovo corso di Mediapro si è aperto all’insegna dello slogan dei fondatori Jaume Roures e Taxto Benet: «Vogliamo valorizzare il campionato italiano nel mondo. Il suo marchio dovrà diventare forte come quello della Premier League».

Questo proposito passa dalla realizzazione di un prodotto uguale su ogni campo, obiettivo che può essere raggiunto rispettando un lungo elenco di prescrizioni predisposto dal gruppo spagnolo. Al primo posto la qualità dei terreni di gioco: in ogni stadio l’erba dovrà avere la stessa altezza e la stessa intensità di verde, e il taglio del prato dovrà seguire le stesse righe. Negli anni scorsi Infront aveva suggerito di sanzionare i club incapaci di tenere il campo in condizioni decorose. Ora Mediapro si spinge oltre chiedendo un colpo d’occhio identico ovunque.

L’agenzia internazionale, con sede a , vuole anche una cartellonistica pubblicitaria con standard ben precisi: il secondo giro di led (quello più vicino alle tribune) dovrà avere gli stessi colori in tutti gli stadi. Gli sponsor quindi potranno essere diversi, ma gli abbinamenti cromatici dovranno essere simili. E le tribune andranno riempite nei settori centrali più inquadrati dalle telecamere, come accade in Spagna dove questo precetto è rinforzato da sanzioni economiche nei confronti dei club inadempienti. Questa è la strada che conduce al sogno di una Serie A più vicina alla Premier. Il campionato inglese sta pensando di introdurre una pausa di un mese a gennaio, salvando le tradizionali partite di Santo Stefano e Capodanno. In Italia, l’esperimento “ natalizio” dovrebbe proseguire almeno per altre due stagioni. Poi si valuterà.

Intanto sono partiti i primi contatti tra Mediapro e gli operatori interessati ai diritti del triennio, mentre proseguono i movimenti politici per i vertici della Serie A con l’ad della Roma, Umberto Gandini, favorito per il ruolo di presidente con un sostegno di 12 club. Le pay tv sono curiose di capire i contenuti dei nuovi pacchetti: «Aspettiamo di vedere come e quando verranno offerti in vendita i diritti in un quadro di regole certe e chiare – spiega il manager di Santa Giulia, Riccardo Pugnalin – seguiremo con attenzione e tranquillità l’evolversi delle cose allo scopo di continuare a mettere a disposizione dei nostri abbonati la migliore offerta calcistica e sportiva».

Anche Mediaset è in fase di attesa. Al momento non sembra intenzionata a spingersi con decisione oltre quota 200 milioni. Qualcosa potrebbe cambiare se la Roma venisse nuovamente inclusa nel gruppo tv con le altre grandi. Per i piani dei nuovi padroni dei diritti tv italiani è indispenabile l’ingresso in scena di un gigante del web. Nei mesi scorsi hanno dato segnali Tim, Perform e Amazon. Attenzione a BeIn Sports che in Spagna è partner di Mediapro e offre un servizio per lo streaming delle partite della Liga. L’abbinamento potrebbe ripetersi in Italia. Le prossime mosse toccheranno ai manager di Mediapro che domenica hanno raggiunto Milano con un volo low cost da . Scelta davvero curiosa considerato che portavano un’offerta miliardaria: profilo basso per ambizioni molto alte.