Maxi sconto per Agnelli

19/12/2017 alle 07:03.
agnelli

IL MESSAGGERO (E. BERNARDINI) - Lo schiaffo diventa un buffetto per Andrea Agnelli. La Corte federale d'appello della Figc ha parzialmente accolto il ricorso del presidente della per il caso dei biglietti agli ultras, decidendo di esaurire alla data di ieri l'inibizione a carico del numero uno bianconero, infliggendogli però una multa di 100.000 euro. «Un brutto precedente», il commento del procuratore federale Giuseppe Pecoraro che aveva chiesto 30 mesi di , ridotti poi a 12 dal primo grado. Il capo della Procura Figc riteneva sussistessero i presupposti per connotare un reato sportivo per i pacchetti di biglietti venduti agli ultrà in numero assai superiore al consentito. Ha anche sostenuto con vigore che il numero uno bianconero era a conoscenza dell'appartenenza criminale degli ultrà-bagarini arrivati a dialogare col club. La Corte ha invece aumentato in maniera considerevole l'ammenda alla società, portata alla cifra record di 600 mila euro. «Si è voluta monetizzare la sanzione», aggiunge ancora Pecoraro.
PATTEGGIAMENTO - Annullate le sanzioni inflitte in primo grado al responsabile del ticket office Stefano Merulla e dell'addetto alla sicurezza Alessandro Nicola D'Angelo. Ignorato di fatto art. 1 bis comma 5 del codice di giustizia sportiva secondo cui i non tesserati sono equiparabili ai tesserati. Un precedente che apre scenari pericolosi. E se un non tesserato dovesse scommettere per conto di un tesserato? Respinto, invece, il ricorso di Francesco Calvo. All'ex direttore commerciale bianconero, ora al , è stata confermata la a un anno e l'ammenda a 20 mila euro.
Secondo la Procura la sentenza di ieri somiglia molto ad un patteggiamento mascherato e dà quasi l'idea di aver premiato chi non ha confessato. «A questo punto ben venga l'introduzione nel sistema giudiziario del reato di bagarinaggio», il pensiero del procuratore capo della Figc. La , da parte sua, preferisce non commentare la sentenza della corte federale d'Appello, che ha disposto anche la disputa della prima gara interna di Campionato di Serie A dell'anno 2018, quella col
del 22 gennaio, con la
chiusa. In molti la decisione di post datare lo stop al 2018 ha suscitato perplessità, visto che la sabato giocherà una gara interna, quella contro la Roma. Perplessità create anche in alcuni membri della Procura stessa.
GIUDIZIO DEFORMATO - La scelta di non assolvere Andrea Agnelli (con la formula del fatto che non sussiste) lascia in piedi l'impianto accusatorio della procura e ne deforma solo il giudizio. Ed è qui che la Figc potrebbe, entro 60 giorni, fare ricorso al collegio di Garanzia del Coni per problemi di legittimità. Difficile, però, che si proceda. Un precedente che da qui in poi farà giurisdizione. Ci sono altre due società, e una del nord, con procedure simili aperte, impossibile non tenere conto di quella di ieri.