Bomba a Prati. Anarchici o ultrà

17/12/2017 alle 08:34.
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IL TEMPO (V. DI CORRADO - F. MUSACCHIO) - Un secondo blitz messo a segno dagli anarchici, a una settimana da quello della stazione dei carabinieri di San Giovanni, rivendicato dalla cellula “Santiago Maldonado“. Oppure una vendetta degli ultrà (romanisti o laziali) contro gli agenti del commissariato Prati, impegnati nell’organizzazione della sicurezza dello stadio Olimpico. Sono queste le piste su cui stanno indagando gli inquirenti, dopo che venerdì sera una persona, con il volto coperto da un casco, è arrivata a bordo di uno scooter in via Ruffini e ha lanciato una bottiglia molotov, centrando un vecchio furgone della polizia parcheggiato nell’area di sosta lì davanti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato previsto all’articolo 280 bis del codice penale: atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi. Le indagini sono state affidate agli uomini della Digos, sono coordinate dal procuratore aggiunto dell’antiterrorismo Francesco Caporale e dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco.  L’episodio dell’altra notte ai danni del commissariato, infatti, apre alla possibilità che ad agire possano essere stati, ancora una volta, gli anarchici che nella rivendicazione inviata dopo l’attacco alla caserma dei carabinieri, hanno annunciato l’inizio di una nuova campagna contro le istituzioni, e quindi anche contro le forze dell’ordine: «Colpire dove non ti aspettano. Oggi colpiamo nel cuore della capitale militarizzata per sfidare i deliri securitari. Domani chissà, magari in periferia dove non immaginate». Ieri mattina, inoltre, il  Guido Marino si è recato al commissariato Prati per esprimere la sua solidarietà ai poliziotti, augurando loro buon lavoro per l’impegno all’Olimpico, dove ieri si è giocatala partita Roma-Cagliari e dove il mezzo danneggiato è stato comunque utilizzato per il servizio. «Chi attacca le forze di polizia con bombe molotov attenta direttamente alla libertà e alla democrazia – ha commentato Daniele Tissone, segretario generale di Silp Cgil – Le indagini chiariranno i motivi di questo gesto vigliacco e pericoloso. Certamente la Polizia di Stato non si fa intimidire».