Roma-Lazio, vigilia ad alta tensione. A Ponte Milvio «prigionieri in casa»

17/11/2017 alle 08:45.
img_8796

IL MESSAGGERO (A. MARANI) - «Torneremo a essere ostaggi in casa nostra. Con questa amministrazione non siamo riusciti nemmeno ad avere un colloquio e ora attendiamo le indicazioni della polizia». Paolo Salonia è il portavoce del comitato Abitare Ponte Milvio. Nel quartiere alla vigilia della partitissima tra Roma e Lazio all’Olimpico, torna l’incubo di altri tempi quando prima dei divisori in Curva e delle stracittadine vietate al calar del sole, scontri e tensioni tra opposte tifoserie tenevano banco. Quasi 60mila gli spettatori previsti: ieri sera erano 32500 i biglietti venduti, oltre ai 21600 abbonati. Il trend di vendita non si ferma e oggi potrebbero essere staccati altri 3mila tagliandi per il settore dei Distinti Nord Est aperto per permettere di esaudire tutte le richieste. L’appuntamento è per domani alle 18, oggi proseguiranno le bonifiche in zona, domani alle 15 partirà il piano speciale della viabilità con strade chiuse e deviazioni. «Siamo più che preoccupati - afferma Salonia - la piazza in altri tempi è stata lasciata in balia di se stessa. I residenti resteranno barricati in casa, chi può se ne andrà altrove».

LE DECISIONI Stamani alle 11 è previsto il tavolo tecnico in cui in verranno definite le ultime misure relative alla security che non trascurerà affatto l’allarme anti-terrorismo e la possibilità che il ritorno dei grandi numeri possa fare da palcoscenico per nuove tensioni e altre mai placate. Specie dopo l’“incursione” dei laziali nella Sud e l’affissione degli adesivi di Anna Frank con la maglia giallorossa che sono valsi 13 daspo ad altrettanti tifosi. La scena, comunque, sarà tutta per l’agone sportivo: Roma e Lazio sono entrambe ai vertici della classifica e lo scontro potrebbe segnare una svolta in campionato. Sarà il derby di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso dieci anni fa (l’11 novembre) da una pallottola esplosa dal poliziotto Luigi Spaccarotella ad Arezzo. Evento che ha segnato le tifoserie italiane, non solo quella della Lazio, risvegliando un certo atteggiamento comune di Curva che vede nelle divise un nemico comune. Ma tradire l’apertura di credito del Viminale, dopo la rimozione delle barriere, non conviene. Così, al momento, i presupposti sono tutti quelli di una grande festa in cui le uniche sfide dovrebbero arrivare a colpi di sfottò e coreografie. Mille gli uomini tra carabinieri, polizia, finanza e vigili urbani impegnati per garantire la sicurezza fuori lo stadio, circa 800 gli steward sugli spalti. Coi reparti a cavallo schierati nel perimetro dell’Olimpico, l’antisabotaggio e la Digos pronta a intercettare movimenti sospetti fin da oggi, videocamere alla mano. Super-presidiati i punti di ritrovo delle tifoserie, a Ponte Milvio (laziali) e al Ponte della Musica (giallorossi). Chiusi il Ponte Duca D’Aosta, in passato teatro di agguati, viale dei Robilant e viale di San Giuliano. C’è attenzione, infine, per il possibile arrivo dei supporter inglesi del West Ham e dei polacchi del Wisla Cracovia gemellati con la Lazio.