Lotito batte la Figc. Ma i laziali rischiano

15/11/2017 alle 08:23.
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IL TEMPO (G. CHERUBINI) -  La decisione era nell’aria, l’ufficialità è arrivata ieri pomeriggio, il procuratore Giuseppe Pecoraro ha deferito il club di Lotito per gli adesivi antisemiti: «Durante Lazio-Cagliari del 22.10.2017 alcuni tifosi della Lazio, in relazione ai quali sono in corso indagini dell’autorità giudiziaria Ordinaria, hanno introdotto e affisso all’interno della dello Stadio Olimpico diversi adesivi, riportanti l’effige della nota bambina ebrea Anna Frank, indossante una maglietta della Roma, dal chiaro intento antisemita, costituente comportamento discriminatorio. La loro affissione nei luoghi appena specificati è stata qualificata dagli Organi di Pubblica Sicurezza come un episodio dal valore simbolico e chiaramente antisemita dei predetti adesivi, offensivi per il tenore e l’incitazione all’odio razziale, richiamando l’attenzione dei media suscitando vive proteste della comunità ebraica». Proposta invece, e trasmessa dalla procura del Coni per le valutazioni del caso, l’archiviazione per il presidente del club biancoceleste Lotito, per lo spostamento dei tifosi della curva Nord, squalificata, in Sud. Proposta già accolta dal procuratore, Enrico Cataldi. Al patron laziale inizialmente la Federcalcio aveva contestato la violazione dell’articolo 1 bis del codice di giustizia sportiva, quello con l’obbligo di lealtà sportiva. Ma andiamo con ordine. Cosa rischia la Lazio con il deferimento? Intanto bisognerà aspettare che venga fissato il processo (15 giorni), e la richiesta non sarà superiore a due turni a porte chiuse per la squadra di Simone Inzaghi: «C’è la possibilità di un turno o al massimo due di blocco per il settore o per lo stadio – ha spiegato l’avvocato Gentile – più si ripetono questi fatti e più la sanzione è pesante. Eventuale ricorso? Lo possiamo fare se dovesse arrivare una punizione dura. La Lazio non c’entra nulla, ma purtroppo per poche persone ci rimettono tutti. Vedremo comunque, potrebbe essere anche due turni con il settore chiuso, oppure un turno con lo stadio chiuso. La decisione dovrebbe arrivare verso i primi di dicembre». In questo modo però verrebbero penalizzati tutti i tifosi, gli abbonati in tribuna Tevere, in Monte Mario e nei distinti, un’ingiustizia che ha comunque un precedente. Da qualche settimana infatti è tornato d’attualità un esposto presentato da un sostenitore della Roma a cui, nel 2013-2014, non fu concessa la libertà di seguire la propria squadra del cuore per la chiusura della curva giallorossa: decisione che venne presa dalla giustizia sportiva in seguito agli insulti discriminatori nei confronti del Napolie dei suoi tifosi in Coppa Italia. A distanza di mesi, il Tribunale di Roma ha così emesso la sua sentenza dando ragione all’abbonato di . Secondo il giudice Vincenzo Picaro infatti il club è tenuto a risarcire gli abbonati che non hanno potuto seguire la partita da quel settore: una decisione che tutela i diritti di tutti quegli abbonati estranei ai cori di odio e discriminazione. Una mossa dunque che potrebbe essere attuata dalla stragrande maggioranza del popolo biancoceleste, si tratta di un pensiero comune già espresso più volte dalla gente attraverso social e radio: «È comunque un’ipotesi difficile – ha rivelato sempre Gentile – servirebbe lo stop della sanzione da parte del Tar». Di sicuro l’archiviazione d’ora in avanti farà giurisprudenza, per questo il procuratore federale, Pecoraro ha chiesto a Coni e Figc che la norma sulla chiusura del singolo settore vada rivista anche alla luce dell’abolizione della tessera del tifoso.