DiFra sugli infortuni: “Anch’io mi ruppi, poi fu scudetto”

28/10/2017 alle 08:17.
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LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) -  Per esorcizzare la maledizione dei crociati,  dovrà battere il figlio. Nessun trattato di psicologia da rispolverare, sia chiaro, semplicemente il destino calcistico che si diverte a mettere uno contro l’altro i Di Franceschi del nostro campionato: Roma contro di stasera è infatti Eusebio contro Federico. «Mi fa ridere questa cosa — ammette il tecnico giallorosso — perché quando gli chiedo se gioca, lui mi dice che non lo sa e che hanno provato 6-7 moduli. È sempre emozionante e strano anche parlare di lui ai miei calciatori, chiamarlo , invece che Federico. Mi inorgoglisce, sono felice di quello che sta facendo e spero farà meglio, magari non domani». Prova a sdrammatizzare, il mister abruzzese, raccontando gli incroci di campo col figlio e divertendosi a fare scherzosi riferimenti al suo predecessore di panchina («Come siete pochi, si sono stufati anche i giornalisti…devo dà di matto così torna un po’ di gente…»). Ma la testa è tutta lì, al pesante ko di Karsdorp. E una battaglia ai crociati (12 in tre anni e mezzo) che non deve scomodare la religione, ma impensierire preparatori e staff medico. «Cerchiamo però di trovare soluzioni e non colpevoli, visto che abbiamo ottimi professionisti e cercheremo di fare in modo che non accada più. Dispiace per il ragazzo, avevamo puntato molto in quel ruolo così delicato per me». L’ormai mitologico ruolo di , che resterà competenza di Bruno e . I due si alterneranno, a cominciare da stasera, dividendosi tra  e Chelsea, atteso all’Olimpico martedì sera. Davanti ci sarà Defrel, esterno alto, con  e probabilmente . A centrocampo continuerà il giro dei mediani, col rientro di , e Pellegrini. I giocatori vengono descritti come ancora piuttosto choccati per l’infortunio di Karsdorp e preoccupati che qualcosa debba essere rivisto nel lavoro quotidiano e nel percorso riabilitativo che seguono gli infortunati. Quello che sta per intraprendere nuovamente l’olandese, operato ieri a Villa Stuart dal professor Mariani. Un paio d’ore d’intervento, con il ragazzo che lascerà la clinica tra domani e lunedì. «Siamo una squadra e il primo responsabile di tutto è l’allenatore — riprende il discorso infortuni  —  e sono grandi professionisti e vogliamo cercare le soluzioni, restando uniti. Anche io mi sono rotto il ginocchio nel 2000, e poi abbiamo vinto lo scudetto, forse proprio per quello…c’è anche una componente casuale, ma la prevenzione è alla base di tutto e ci stiamo lavorando, perché vogliamo davvero capire, non tanto per parlare. La formazione? Con tre partite in sei giorni è ovvio che debba cambiare qualcosa, ma abbiamo un solo obiettivo al momento: battere il ». In continua a serpeggiare il malumore nei confronti delle multe arrivate ai cosiddetti “lanciacori”, i ragazzi che seguono la partita con le spalle al campo, appoggiati alla balaustra di ferro, per coordinare il tifo. Provvedimenti ritenuti ingiusti dagli ultras e vessatori rispetto a quanto è invece permesso in altri stadi. E qualcosa sembra muoversi, visto che potrebbero essere studiati dei cambi strutturali in curva, magari con degli appositi rialzi, per consentire di fare il tifo, senza violare le norme.