Di Francesco: “A San Siro per battere il Milan. Radja me lo tengo”

01/10/2017 alle 08:24.
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LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) - La miglior formazione possibile, senza paura e nonostante le assenze perché «su quel carro lì vogliamo salirci anche noi». Il carro è quello delle squadre che lottano per il titolo e la Roma di vuole mettersi alla pari delle altre. I tre punti a San Siro contro il Milan, prima della sosta e con 5 giocatori indisponibili (Karsdorp, Schick, , Defrel e ), sarebbero oro e lo sa: «Se dovessimo vincere mi aspetto “La Roma c’è” come titolo sui giornali». Se ci sarà davvero si scoprirà oggi, appuntamento alle 18 alla Scala del calcio, in tribuna dopo l’amichevole in Georgia che ha fatto il giro del mondo, gli amici e Montella a sfidarsi in campo. Nel settore ospiti oltre 1700 romanisti, a caccia del terzo successo di fila in casa del Milan. Per arrivarci, pochi dubbi per l’allenatore giallorosso: in porta, e Kolarov sugli esterni, al centro, con , è favorito su Juan Jesus, stanco e autore a Baku di una partita con qualche sbavatura. A centrocampo e sono sicuri del posto («io me lo tengo stretto», ha detto in riferimento alla mancata convocazione con il Belgio), è in netto vantaggio su Pellegrini, reduce anche da un po’ di influenza. In attacco, con e l’ex , ci sarà . A meno che l’allenatore non stupisca tutti e dia fiducia al turco Under: «Sarebbe pronto per giocare dall’inizio, ma può essere molto utile anche a partita in corso. È migliorato, sta iniziando a parlare un po’ di italiano e questo è importante, anche se la lingua del calcio è universale e lui la conosce. Comunque – ha spiegato – a me piace lavorare con i giovani senza caricarli di troppe responsabilità». Responsabilità, appunto, la parola chiave, che il tecnico utilizza anche quando gli viene chiesto come viva il fatto che la Roma sarebbe meno sponsorizzata dai media rispetto ad altri club: «Mi lascia indifferente. Partire dalle retrovie è un bene, ma questo non ci deve togliere responsabilità. Senza presunzione, andiamo a Milano per vincere».