Stadio, nodo cubature record in Regione. Manca ancora la delibera con la variante

12/01/2017 alle 07:41.
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IL MESSAGGERO - Un assessore sconfessato (Paolo Berdini), un'amministrazione che adesso oltre alle parole deve iniziare a produrre atti sullo stadio di . Si apre con questa premesse la Conferenza dei servizi per il , la quarta dalla sua istituzione, che si riunisce questa mattina a partire dalle 10 negli uffici della Regione. La maggioranza grillina, a dispetto dell'assessore Berdini, dovrebbe aver trovato l'accordo: l'operazione immobiliare-calcistica avverrebbe con una leggera sforbiciata - si parla del 20% - alle cubature di quello che rimane comunque «un ecomostro». «Una speculazione edilizia», usando le parole dei pentastellati quando erano all'opposizione, destinata solo per il 15% all'impianto sportivo, mentre tutto il resto prevede tre grattacieli (due dei quali dovrebbero essere mondati di qualche piano) e altri edifici intorno. Una sforbiciata che potrebbe portare con sé l'addio al nuovo ponte sul Tevere e alla diramazione della Metro B: al suo posto dovrebbe essere potenziata la ferrovia Roma-Lido. C'è però un passaggio tecnico ancora da risolvere: l'Assemblea Capitolina dovrà affrontare il nodo della variante urbanistica, che, stando al verbale di una delle ultime sedute, avrebbe dovuto essere adottata entro il 17 dicembre.

Le modifiche al progetto, di cui si discute in queste ore, dovranno essere contenute in una delibera che dovrà recare anche la dichiarazione di conformità al pubblico interesse già votata dalla precedente amministrazione. Rimanendo così le cose, la linea «turbo-stadista» di Raggi e Frongia scavalca Berdini, che ha sempre legato la propria permanenza in giunta a un progetto light che comprendesse solo lo stadio. Cosa farà dunque l'assessore?

L'AFFONDOIn attesa di un possibile nuovo terremoto politico, ci pensa Giorgia Meloni (FdI) ad attaccare l'amministrazione M5S. «Che regala agli occupanti appena sgomberati dal centro sociale Alexis' un'altra sede: l'ex rimessa Atac di Valco San Paolo, una struttura enorme che da anni faceva gola agli antagonisti e ai professionisti delle occupazioni abusive. A Roma il M5S è come il Pd e la sinistra».