Le partite da vincere e i luoghi comuni

11/12/2017 alle 11:17.
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Le partite da vincere. La cattiveria sotto porta. E le mezze stagioni. Nel calcio che mediaticamente premia la parola “ignoranza” rendendola fastidiosa tendenza da usare e di cui abusare persino nelle telecronache, tutto si riduce a una caratteristica che per esempio non apparteneva a Marco Van Basten, il più forte centravanti dell’era moderna.

Ma poi che significa essere cattivi? Bestemmiare mentre scocchi il tiro? Fare solo gol con la punta degli scarpini? Minacciare la famiglia del difensore che prova con disperazione a rubarti il pallone nell’area piccola? Se cercate queste caratteristiche, la Roma arriverà dodicesima in classifica, il tredicesimo. Se si azzoppa Icardi, l’ retrocede e Dybala deve smettere di giocare. Già, la che prima che arrivasse il cattivo Tevez vinceva lo scudetto con Vucinic e Matri, cattivissimi a chi?

La Roma a Verona ha sbagliato troppo, certo. Molto più di quanto abbia mostrato miracoli Sorrentino, un paio di ottimi interventi e poi qualcosa in più dell’ordinaria amministrazione. Era una partita da vincere. Certo, come tutte le altre trentasette, ritorno col Chievo compreso. Nessuno evidenziava la scarsa cattiveria nella scorsa stagione del due volte capocannoniere . Che un anno e mezzo dopo è tornato a essere per molti una mammoletta che alla Roma toglie e non aggiunge. Potenza dei risultati.

Quelli che non sta trovando il , che ha smarrito pure i gol. Mertens non è cattivo? Quando mai lo è stato? Il più duro del tridente di Sarri è Callejon, che farebbe paura, forse, a una terza linea di adolescenti. Anche il ha pareggiato una partita da vincere. Quindi? Se il discorso delle partite da vincere vale per tutti, vuol dire che non conta nulla. Rimangono occasioni mancate che avrebbero permesso di rompere un equilibrio che permane in un turno di campionato in cui pure la lanciatissima avrebbe, vincendo, dato un segnale forte.

Roma- 1-3* (asterisco doveroso se ricordate la cronaca di quel match), 0-1, - 0-0, - 0-1, - 0-0. La verità è che la corsa allo scudetto è per ora equilibrata come mai è stata in passato. Tutto il resto sono luoghi comuni. Fastidiosi come l’apologia da social dell’ignoranza calcistica.

@augustociardi - In The Box