19 MARZO 2006 - 10 anni fa De Rossi ammise il gol di mano

19/03/2016 alle 14:27.
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LAROMA24.IT (Federico Baranello) - 19 marzo 2006, all’Olimpico va in scena Roma-Messina, valida per la trentesima giornata di campionato. Siamo al 35’ del primo tempo e la Roma è in vantaggio con un gol di Perrotta. Mancini s’incarica di battere una punizione e la “butta” in area. si avventa sul pallone, colpo di testa e palla in rete. Daniele non esulta. Sin da subito è chiaro che c’è qualcosa cui sta pensando, qualcosa su cui riflettere. Sono frazioni di secondi in cui deve prendere una decisione. I giocatori del Messina vanno verso l’arbitro a protestare, i compagni invece gli vanno incontro, lo abbracciano e vogliono esultare insieme con lui. Bergonzi convalida la rete. Lui continua a non esultare, la decisione è presa: guarda l’arbitro e gli fa capire che il gol è irregolare. Gli fa capire che il suo gesto tecnico è viziato da un tocco di mano. Praticamente si annulla il gol da solo. E’ un grande gesto di Fair Play, di lealtà per dirla nella nostra lingua. Gli avversari vanno da lui per complimentarsi, stessa cosa fa l’arbitro che gli stringe la mano mentre , guardandolo negli occhi, gli dice “Però nun m’ammonì”. Fa quasi tenerezza questa espressione di Daniele, che ha ventitré anni, nei confronti dell’arbitro.

Ovviamente il suo gesto è commentato positivamente da tutti, dal Sindaco di Roma, dall’Associazione dei Calciatori, dall’UEFA, dai compagni e dagli avversari. Sarà insignito poi anche del premio “Fair Play Internazionale” per lealtà e correttezza.

Lui, Daniele, a volte osannato, spesso criticato. Lui, con il suo sguardo sempre fiero che non ha mai paura di prendere posizione anche su argomenti scomodi. Lui, dalle parole e dagli atteggiamenti mai banali. Lui, che alcuni giorni fa è andato a Firenze, alle Cappelle del Commiato, a porgere l’ultimo saluto a Pietro Lombardi, da tutti conosciuto come “Spazzolino” per la meticolosità con la quale puliva e riponeva gli scarpini dei giocatori della Nazionale. Lui, Daniele, gli ha donato per sempre la sua medaglia d’oro.

…si è prima uomini e poi calciatori.