Roma: 17 May 2012 // h. 18:44  
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Giacchetti (PD): «Ok tutto ciò che è contro la tessera»



IL ROMANISTA (M. MACEDONIO) - «Credo che tutto ciò che consenta di superare la tessera del tifoso vada sostenuto e appoggiato». Non la manda a dire l’onorevole Roberto Giachetti, la cui posizione sulla card voluta dall’ex ministro Maroni, è da sempre netta. Lo incrociamo al telefono, durante una pausa, mentre è in Aula alla Camera. «Ritengo assolutamente illusorio – continua il parlamentare del Pd – che la tessera possa risolvere i problemi per i quali è nata. E allora, qualunque tipo d’intervento venga fatto, tanto più se proposto dal Ministro dell’Interno, non può che trovarmi d’accordo».

Riguardo all’ultimo provvedimento, avanzato dal ministro Cancellieri e fatto proprio dall’Osservatorio l’8 febbraio scorso, e in virtù del quale un tifoso tesserato può acquistare un biglietto per un proprio ospite, si tratti di un amico o un conoscente, non tesserato, con il quale condividere una trasferta, Giachetti non riesce a spiegarsi perché venga così platealmente disatteso da tutti i club. «Trovo invece che tutte le società, che desiderano che i propri tifosi migliori non vengano penalizzati per colpa dei soliti pochi, e noti, dovrebbero sposarlo appieno. E mi meraviglia, ma non più di tanto, che sia solo la Roma ad averlo adottato. Ripeto: penso che dopo la lunga sperimentazione che si è fatta della tessera del tifoso, bisognerebbe fare di tutto, ovviamente di concerto tra Ministero dell’Interno, organi federali e le stesse società, per far sì che allo stadio tornino quante più persone possibile. E se si trovano, come in questo caso, gli strumenti migliori - suggeriti addirittura dal ministro, che immagina si possano attenuare molte delle limitazioni imposte finora – tanto meglio. E stupisce che non le si metta in atto, penalizzando – come al solito – quelle società che hanno un maggior seguito in trasferta».

Un atteggiamento di chiusura che qualche spiegazione ce l’ha, anche a costo di non avere un maggior numero di spettatori allo stadio. «La verità è che a molte società, fatta eccezione per Roma, Napoli e poche altre, dei tifosi interessa poco o nulla, visto che tutto gira intorno ai diritti televisivi. Noi sappiamo invece che, per i valori dello sport e anche per il recupero di tutti quei “romantici” delle radici del calcio, è importante che si torni allo stadio, ovviamente in tranquillità e con tutti quegli accorgimenti che sono necessari, ma anche realmente efficaci affinché ci si vada per assistere ad uno spettacolo di calcio». Ci si augura che la posizione dell’Atalanta, che non consentirà ai tifosi giallorossi, domenica prossima, di usufruire di tale provvedimento, non sia dovuta ad un atteggiamento discriminatorio e comunque ostile nel confronti della Capitale, come è peraltro legittimo sospettare. «Se finora lo ha messo in pratica soltanto la Roma, è l’ennesima dimostrazione di come una grande società, che ha tanti tifosi e soprattutto ne conosce le problematiche, abbia saputo immediatamente cogliere la possibilità messa a disposizione dal Ministro per rendere migliore e più efficace l’utilizzo della tessera. Così come non stupisce che sia stata ancora la Roma a farsi promotrice del voucher relativo ai mini-abbonamenti. Perché è una società che ha una squadra dal grande seguito, con un impianto sostanzialmente sempre pieno, ed è anche più sensibile e consapevole di cosa serva per rendere gli stadi sempre più accessibili».

22-02-2012











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