«Floccari-De Rossi decidono loro due»

03/11/2010 alle 05:27.

CORSPORT - Partiamo dal modulo: quali potrebbero esse­re le mosse decisive? Giordano: «In questo momento la Lazio deve di­fendere le proprie certezze e andare avanti con il 4-2-3-1. L’unica novità sarà rappresentata dal­l’inserimento di Stendardo al centro della dife­sa, considerando che Biava è squalificato. Cre­do che Zarate possa far soffrire Riise sulla fascia sinistra: l’argentino ha un passo diverso, una ra­pidità maggiore, rispetto al norvegese. Oltretut­to Zarate, con i suoi scatti, limiterebbe le disce­se di Riise. Sull’altro lato, invece, terrei Mauri. Anche perché Cassetti è più marcatore

Giordano: «In questo momento la Lazio deve di­fendere le proprie certezze e andare avanti con il . L’unica novità sarà rappresentata dal­l’inserimento di Stendardo al centro della dife­sa, considerando che Biava è squalificato. Cre­do che Zarate possa far soffrire Riise sulla fascia sinistra: l’argentino ha un passo diverso, una ra­pidità maggiore, rispetto al norvegese. Oltretut­to Zarate, con i suoi scatti, limiterebbe le disce­se di Riise. Sull’altro lato, invece, terrei Mauri. Anche perché Cassetti è più marcatore, si sgan­cia di meno, e anche sotto l’aspetto atletico mi sembra un confronto giusto. A Hernanes, poi, chiederei il compito di andare a disturbare , che sarà chiamato a organizzare la mano­vra, vista l’assenza di Pizarro. Dietro sarà im­portante raddoppiare su Vucinic. Lichtsteiner dovrà aiutare, a turno, chi si troverà sul centro­destra fra Stendardo e Dias. Radu non lo muo­verei dal lato sinistro: inutile stravolgere un re­parto che funziona».

Faccini: «Ranieri ha gli uomini contati. Le sue mosse saranno obbligate. Credo che punterà an­cora sul 4-4-2: è il suo modulo di riferimento dal­l’inizio della stagione. E credo che possa rappre­sentare una garanzia, nei ragionamenti di Ra­nieri, soprattutto in questo momento di fragili equilibri. C’è squalificato, tanti giocatori sono fuori per infortunio, la classifica è deluden­te ».

Giordano: «Ho la sensazione che Ranieri possa giocare con Vucinic largo sulla sinistra e con Menez al posto di , alle spalle di Borriello».

Faccini: «Invece penso che Vucinic sarà schie­rato nel ruolo di seconda punta, accanto a Bor­riello, con Menez nella posizione di esterno sini­stro: credo che Ranieri chiederà questo sacrifi­cio, in termini di applicazione, al francese».

Giordano: «Da tifoso laziale, sarei felice se Vu­cinic partisse da attaccante puro, perché i suoi movimenti sarebbero più prevedibili per i difen­sori di Reja. Lui è pericoloso quando parte da dietro».

Faccini: «Menez è più adatto al tipo di lavoro che Ranieri chiede a un esterno. Certo, il tecni­co della Roma si trova a percorrere una strada obbligata. Vedrete che alla fine si affiderà a Per­rotta sulla destra, con Fabio Simplicio al fianco di . Certo, l’infortunio di Brighi potreb­be pesare: è il mediano che avrebbe garantito maggiore protezione alla difesa e più libertà a . Dietro, invece, la coppia centrale sa­rà formata da Juan e Burdisso, davanti a Julio Sergio, con Cassetti e Riise sui lati. Il guaio è che la Roma è senza alternative».

Giordano sorride e risponde con una battuta: «Caro Alberto, se non avete i calciatori è un pro­blema vostro, pensate a fare qualche acquisto a gennaio».

C’è un giocatore che può spostare gli equili­bri?

Faccini: «Ledesma è il pilastro della Lazio. Ra­nieri dovrà trovare il sistema di pressare l’ar­gentino con una certa frequenza, per dargli me­no tempo possibile quando avrà il compito di ra­gionare e impostare la manovra. , a mio avviso, sarà chiamato a svolgere un doppio lavo­ro: dovrà organizzare le azioni della Roma e to­gliere il respiro a Ledesma».



Giordano: «La chiave, per la Roma, può essere Vucinic. Così come sono portato a pensare che Menez giocherà alle spalle di Borriello, con l’obiettivo di infastidire Ledesma quando sarà la Lazio a gestire la partita. , invece, si occuperà di Hernanes».

Alle certezze della Lazio si contrappongono le preoccupazioni di una Roma che non riesce a trovare un’identità.

Faccini: «La Roma deve vincere il derby per co­minciare a dare un indirizzo nuovo alla sua sta­gione. Ma nello stesso tempo deve presentarsi al derby con una squadra organizzata ed equilibra­ta. In teoria, per comporre il 4-4-2 di Ranieri, si potrebbe anche spostare Perrotta al centro, in­serendo Cicinho sulla fascia destra. Una solu­zione che però non mi convincerebbe. Perrotta può dare più solidità nel ruolo di esterno. Al cen­tro vedo meglio Simplicio, anche se il brasiliano è portato a spingere, a inserirsi. Purtroppo nel­la prima parte della stagione è stato frenato da alcuni problemi fisici».

Giordano: «Il nodo della Roma nasce soprattut­to a centrocampo, dove a Ranieri mancheranno Taddei e Pizarro».

Faccini: «Io ho rispetto per le idee di Ranieri. E finora ho cercato di riflettere con la sua testa, proprio per provare a disegnare in maniera cor­retta la Roma che vedremo nel derby. Se dipen­desse da me, io giocherei con un 4-3-2-1. Piazze­rei Menez e Vucinic dietro a Borriello. E a cen­trocampo mi affiderei a Perrotta, e Simplicio, pronti a lottare e a chiudere anche sulle fasce. Sarebbe questo un atteggiamento tattico che potrebbe creare ansie alla Lazio».

E’ una Lazio che può dedicare tutta la sua set­timana al derby, mentre la Roma stasera sarà impegnata in contro il Basilea.

Faccini: «La ha portato i giallorossi, per qualche giorno, lontano dal derby, dallo stress della à per una partita così delicata. Ma costituisce nello stesso tempo anche un fat­tore penalizzante, perché la Roma giocherà in Svizzera con la consapevolezza di essere in pie­na emergenza e di avere i giocatori contati per la Lazio. In Svizzera, chi scenderà in campo, avrà paura di farsi male».

Giordano: «Non sono d’accordo: penso che l’ap­puntamento in rappresenti un van­taggio per la Roma. Il momento è difficile, la classifica non è bella, la gente è delusa. Stare lontano dalla Capitale può fare bene a livello mentale. Mentre la Lazio respirerà il derby per una settimana intera. E’ da domenica sera che convive con le aspettative dei suoi tifosi, con un’attesa che cresce e che in questa à si mol­tiplica con una velocità impressionante. La La­zio dovrà essere brava a tenersi distante anche lei dalle pressioni. Si presenterà al derby da pri­ma in classifica, con quattro punti di vantaggio sull’Inter, cinque sul Milan, sette sulla , ad­dirittura dieci sulla Roma. Sarà fondamentale la capacità, da parte della Lazio, di azzerare tutto, a cominciare dalla classifica. Un derby si prepa­ra con freddezza ed equilibrio. Non serve una lavagna, non c’è bisogno di studiare tanti detta­gli, perché è una sfida indecifrabile e impreve­dibile: basta un episodio a sconvolgere tutto quello che hai preparato sul campo, durante gli allenamenti».

Faccini: «La prima dote, in un derby, deve esse­re quella di saper contenere le emozioni, di non andare in affanno sul piano emotivo. Di sicuro, leggendo la classifica, la Lazio si porterà sulle spalle maggiori obblighi. La squadra di Reja ha tutto da perdere».

La Lazio, in campo, è portata ad aspettare e a colpire. La Roma deve ancora mostrare il suo profilo.

Faccini: «Ranieri non ha giocatori da poter schierare a sorpresa. Il numero è ridotto, si fati­ca a metterne insieme undici. Ma questo potreb­be spingerlo anche a trovare una soluzione nuo­va sotto l’aspetto del modulo, magari rinuncian­do al 4-4-2 per scegliere un 4-3-2-1, oppure un 4-3-1-2».

Giordano: «E’ bello parlare di tattica, però Lazio-Roma è una sfida che sfugge al pronostico pro­prio perché è l’attimo ad annullare i dettagli che hai studiato, come dicevo prima. C’è sempre un episodio che cancella tutto quello che avevi pro­vato a mettere su carta. In una situazione norma­le, la tattica può determinare l’esito di una par­tita intorno al 70-80%. In un derby può incidere il 5%».

Cosa è mancato finora alla Roma e cosa ha avuto in più la Lazio?

Giordano: «La Roma è stata frenata dalla condi­zione atletica. La Lazio è salita alla ribalta valo­rizzando il suo calcio ragionato e organizzato, at­traverso la compattezza e l’unione del gruppo. I giocatori della Lazio hanno sempre dimostrato, in ogni minuto di ogni partita, di possedere una straordinaria stabilità. Si vede che vogliono an­dare lontano. La Roma, invece, ha saputo rara­mente reggere i novanta minuti con la stessa in­tensità ».

Faccini: «La lacuna più grave evidenziata dalla Roma nasce proprio dalla tenuta fisica. E la te­stimonianza è arrivata in diverse circostanze: penso, ad esempio, alla gara con il , quando i giallorossi si fecero rimontare due re­ti. Sono mancati, poi, i gol di . Un dato sta­tistico, quello riferito al capitano, che nessuno avrebbe potuto immaginare. La Lazio, invece, impressiona per il senso di sicurezza che trasfe­risce ai suoi tifosi e a chi la vede giocare. Il me­rito appartiene a Reja: è arrivato nello scorso febbraio, ha salvato la squadra, le ha restituito solidità e autostima. In più ha saputo guidare la società durante il mercato: dalle conferme di Le­desma, Mauri e Floccari, fino all’acquisto di Hernanes».

Giordano: «Hernanes è un campione, ha una straordinaria personalità. Mi auguro che dome­nica riesca a piegare subito l’emozione. Puoi es­sere un grande, come lo è Hernanes, ma non è semplice entrare all’Olimpico per giocare il pri­mo derby».

Torniamo a : vive un periodo agitato e salterà Lazio-Roma per .

Faccini: «Lo scenario, intorno a lui, è cambiato nel giro di pochi mesi. Mi dispiace che alcuni ti­fosi lo abbiano criticato. E’ l’ennesimo segnale di quanto l’irriconoscenza condizioni giudizi e va­lutazioni. tornerà a fare la differenza: non ha ancora segnato, perché si è messo con il cuo­re a disposizione di una Roma che non ha mai funzionato».

Giordano: «Gli manca il gol. E un peso del gene­re può togliere serenità a tutti e in modo parti­colare a un attaccante che ha segnato sempre tanto, come . Non condivido le critiche nei suoi confronti. Questa è una piazza che ha poco equilibrio: passa da un eccesso all’altro. si è sempre esposto, anche troppo: ha giocato a vol­te trascinandosi qualche guaio fisico, sempre per il bene della Roma. E lontano dal campo, bi­sogna riconoscerlo, si è sempre preso le sue re­sponsabilità mettendoci la faccia. Da laziale so­no contento che salterà il derby: è un trai­no. La sua assenza, per noi, sarà un vantaggio. Anche se poi, ne sono sicuro, vincerà la Ro­ma...».

Faccini fa una smorfia: «Bruno, fai lo scaraman­tico? Comunque, tornando a , credo che spetti alla Roma tutelarlo. Il capitano ha trenta­quattro anni e sarebbe giusto utilizzarlo nelle partite importanti. E’ impensabile che alla sua età debba giocare in campionato, in , in Coppa Italia. La logica impone che vada ri­sparmiato. La gestione di può essere la chiave per la rinascita della Roma. E a capirlo devono essere in due: lo staff tecnico e France­sco, che spesso si fa trascinare dalla generosità».

Provate a scegliere l’uomo-derby.

Giordano: «Punto su Floccari, lo conosco dai tempi in cui lo allenavo nel Messina. Avrà una grande voglia di riscatto dopo il rigore che sba­gliò nel derby di ritorno dello scorso campiona­to. Rimasi colpito dal suo errore: lui, dal dischet­to, aspetta fino all’ultimo il movimento del por­tiere. Lo guarda negli occhi. E piazza il pallone sempre dalla parte opposta. Dovessero conce­dere alla Lazio un altro rigore, io - al posto di Re­ja - chiederei ancora a Floccari di batterlo. Per quanto riguarda la Roma, dico di fare attenzio­ne a Vucinic, soprattutto se partirà largo sulla si­nistra ».

Faccini: «Borriello e Vucinic sono i giallorossi più in forma. Ma io faccio il tifo per , vorrei che facesse un gol nel derby e che aiutas­se la Roma a ripartire di slancio. Sul fronte lazia­le, Floccari è uno dei segreti del gruppo di Reja. E’ intelligente, protegge bene il pallone, fa sali­re la squadra, gioca in funzione dei compagni».

Giordano: «Per come interpreta il suo ruolo di attaccante e per la sua capacità di aprire varchi a Mauri, a Zarate e a Hernanes, Floccari riveste un’importanza decisiva».

Ma il derby come finirà?

Giordano non ci pensa un attimo e si compli­menta con Faccini: «Lo vinci con facilità, dicia­mo per 2-0».

Faccini: «Non vuoi sbilanciarti, fai ancora lo scaramantico...».

Giordano: «Ti dico di più. La Roma s’imporrà grazie a due autogol di André Dias».

Faccini: «Lascia perdere, Bruno. Io, invece, mi espongo e dico che i tre punti andranno alla Ro­ma: 1-0, gol di ».

Giordano: «Hai fatto bene a lanciarti in questo pronostico... Scherzi a parte, vorrei rivolgere i miei complimenti a Reja. Ha saputo riportare il calcio nella normalità, al contrario di quei feno­meni e di quei venditori di fumo, che a quest’ora - con i risultati di Reja - sarebbero andati a par­lare su Tele Marte. Capisce di calcio, non si sen­te uno scienziato e ha un rapporto splendido con i giocatori».

Faccini: «Bruno ha ragione: Reja ha restituito agli appassionati di calcio, a chi ama davvero questo sport, il profumo degli spogliatoi. La sem­plicità, l’equilibrio, la razionalità, il piacere di giocare e di stare insieme».

Abbiamo sottolineato i meriti di Reja. E Ra­nieri, invece, quali errori può aver commesso?

Giordano: «In modo proporzionale, Ranieri avrà le sue colpe in merito alla preparazione atletica e al modulo di gioco. Ma la Roma resta una squa­dra importante».

Faccini: «Ranieri non ha saputo aiutare la Roma a ritrovare il binario vincente della scorsa sta­gione. Ma anche il mercato ha frenato il suo la­voro: Adriano e Simplicio non hanno ingranato, Borriello è arrivato il 31 agosto, quando il cam­pionato era cominciato».

La Lazio può vincere lo scudetto? E la Roma può inserirsi nella lotta per il titolo?

Giordano: «Vedo la Roma fuori dalla corsa, ma ha i mezzi per recuperare terreno e provare a qualificarsi per l’Europa League o addirittura per la . La Lazio? Può piazzarsi tra le prime quattro. Prevedo una classifica finale molto corta. Sarà una questione di pochi punti tra chi si prenderà il tricolore e chi chiuderà al quarto posto».

Faccini: «La Roma deve ritrovare al più presto l’entusiasmo e i gol di per rientrare nella fascia medio-alta della classifica. La Lazio? L’In­ter è la più forte. Il Milan ha una sua quadratu­ra. Ma i biancocelesti potrebbero stravolgere ogni pronostico. Sarà fondamentale il mercato di gennaio».

Giordano: «Alberto ha fatto una riflessione cor­retta. Inter, Milan e si potenzieranno durante il mercato invernale. La Lazio avrebbe bisogno di due rinforzi in difesa e in attacco: a quel punto potrebbe davvero restare in alto fino all’ultimo».