CORSPORT (R. LORIA/INFOPRESS) - Amministatore delegato e poi presidente. Poteri decisionali che si sono gradualmente estesi man mano che le forze abbandonavano papà Franco. Negli anni in cui al timone c’è stata Rosella Sensi il momento del mercato ha rappresentato spesso il tempo dei sogni, con tanti colpi importanti, e qualche volta quello dei rimpianti, con la campagna acquisti inevitabilmente condizionata dalle situazioni finanziarie e debitorie. Marco Borriello, lo ha detto lo stesso presidente della Roma, potrebbe rappresentare l’ultimo colpo, la ciliegina sulla torta, dell’era Sensi e della presidenza di Rosella.
FONDAMENTA – La Roma attuale, quella che negli ultimi anni, prima con Spalletti e poi con Ranieri, è stata protagonista in Italia e in Europa, non è il frutto di un’estate fortunata. E’ una squadra costruita negli anni, pezzo dopo pezzo. Un mosaico allestito intorno alla pietra più importante, Francesco Totti. Un po’ il frutto della gestione di Rosella Sensi. Pezzo dopo pezzo, dicevamo. Nell’estate del 2004 per esempio arrivarono Simone Perrotta (dal Chievo) e Philippe Mexes (dall’Auxerre). Due giocatori che, al di là delle difficoltà della prima stagione nella Capitale, si sarebbero rivelati fondamentali nel progetto giallorosso e che ancora oggi rappresentano il presente della Roma.
SPALLETTI – L’anno successivo si aprì l’era Spalletti e proprio il tecnico toscano fu il vero colpo di quell’estate. Spalletti arrivò a Roma dopo la conquista della qualificazione in Champions League con l’Udinese, tra qualche scetticismo, ma soprattutto in un ambiente duramente provato dalla stagione dei quattro allenatori. Quell’estate arrivarono altri due giocatori che avrebbero dato tanto alla causa giallorossa: Rodrigo Taddei e lo sconosciuto portiere brasiliano Doni. Altri due pezzi pregiati Rosella Sensi li regalò ai tifosi della Roma nella stagione successiva: David Pizarro, con il quale il presidente giallorosso accontentò la volontà del suo allenatore, e Mirko Vucinic, talento indiscusso e acquisto più costoso degli ultimi anni. A corollario di un mercato portato avanti con grande intelligenza in quel-l’estate arrivarono senza troppi clamori anche Tonetto e Cassetti.
BRASILIANI – Ben più rumore fece, l’estate successiva, l’arrivo di Cicinho, un investimento importante (11 milioni di euro), ma soprattutto una delle grandi delusioni della gestione Sensi. Ben più proficuo l’arrivo dell’altro brasiliano Juan. Considerato il rapporto qualità prezzo (6 milioni), forse il miglior acquisto degli ultimi anni. Rimanendo in tema di brasiliani la Roma di Rosella Sensi nell’estate 2008 acquistò dal Real Madrid Julio Baptista. Un vero colpo invece si sono rivelati l’inossidabile John Arne Riise (5 milioni) e il talentuoso Jeremy Menez, un giocatore che se saprà dare razionalità al proprio estro potrà rappresentare il futuro della Roma. Poi la vicenda Burdisso: il prestito, il rendimento straordinario del giocatore, la difficilissima trattativa per farlo rimanere a Roma. Era lui l’ultimo colpo di Rosella. Fino all’arrivo di Borriello.